{"id":430,"date":"2013-08-05T12:33:08","date_gmt":"2013-08-05T12:33:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/?p=430"},"modified":"2017-02-27T23:40:18","modified_gmt":"2017-02-27T23:40:18","slug":"don-delillo-langelo-esmeralda-miracolo-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/don-delillo-langelo-esmeralda-miracolo-york\/","title":{"rendered":"Don DeLillo &#8211;  L&#8217;Angelo Esmeralda, miracolo a New York"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><strong><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Don-DeLillo-006.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-431\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Don-DeLillo-006-300x180.jpg\" alt=\"Don-DeLillo-006\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Don-DeLillo-006-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Don-DeLillo-006.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong>Prolifico autore di romanzi spesso monumentali, Don DeLillo sembra invece aver dedicato assai minor attenzione, nello scorrere degli anni, alla difficile arte del racconto, il che, a giudicare dalla sua \u00a0prima raccolta oggi pubblicata, \u201cL\u2019Angelo Esmeralda\u201d (Einaudi, pag. 208, \u20ac 19)\u00a0 che racchiude nove testi brevi dal 1979 al 2011, \u00e8 un vero peccato, data la maestria dimostrata nell&#8217;imbrigliare, in un \u00a0testo appena accennato, la magia imperdibile di un momento o l\u2019ossessione di una vita. La sua narrativa, da questo punto di vista, racchiude qualcosa della filosofia Zen: ogni racconto rappresenta a suo modo un piccolo satori, l\u2019epifania illuminante che irradia di significati reconditi le situazioni pi\u00f9 improbabili, trasformandole in altrettante vivide visioni di una realt\u00e0 aumentata, pi\u00f9 vera del reale.<!--more--><\/p>\n<p>Ne \u00e8 un ottimo esempio il racconto che d\u00e0 il titolo alla raccolta: scritto nel 1994, ambientato in una Brooklyn che ricorda molto da vicino la New York del cattivo tenente di Abel Ferrara, \u00e8 una storia di redenzione impossibile in un ambiente fortemente degradato e in una realt\u00e0 per troppi aspetti perversa. Ad attraversare questa metropoli allucinata, che balza dalle pagine con pi\u00f9 autentica concretezza di qualsiasi immagine stereotipata, sono due suore \u00a0impegnate in una ardua opera di carit\u00e0, in improbabile societ\u00e0 con una banda di writers adolescenti. Immerse in un panorama di rovine dal forte sapore apocalittico, le due donne hanno maturato una visione concretamente realistica del mondo in cui sono costrette a vivere e non hanno paura di sporcarsi le mani per compiere comunque la loro missione. Sar\u00e0 la morte di una bambina, violentata e poi gettata gi\u00f9 da un tetto, a scatenare l\u2019epifania proprio al centro di questo mondo degradato. In un finale fortemente felliniano, una folla di devoti improvvisati si raccoglie davanti ad un grande cartellone pubblicitario che ritrae una fantastica cascata di aranciata dove, al passare dei fari di ogni treno della metropolitana sopraelevata, sembra apparire il volto della giovane martire. Un piccolo miracolo, forse solo immaginato, ma con la potenza di un gesto radicale capace di rivoltare la stessa realt\u00e0 apparentemente pi\u00f9 intangibile.<\/p>\n<div id=\"attachment_441\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/cosmopolis-cronenberg-nazzaro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-441\" class=\"size-medium wp-image-441 \" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/cosmopolis-cronenberg-nazzaro-300x238.jpg\" alt=\"Robert Pattison nel film di Cronemberg tratto da Cosmopolis\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/cosmopolis-cronenberg-nazzaro-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/cosmopolis-cronenberg-nazzaro.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-441\" class=\"wp-caption-text\">Robert Pattison nel film di Cronenberg tratto da Cosmopolis<\/p><\/div>\n<p>Molti dei racconti hanno direttamente a che fare con le ossessioni pi\u00f9 radicate dell\u2019autore di \u201cCosmopolis\u201d, esemplare storia di un tycoon intrappolato nella sua limousine in un ingorgo inestricabile proprio al centro della metropoli. Anche qui ritroviamo gente intrappolata, bloccata da situazioni contingenti o da insuperabili ostacoli mentali, persone in fuga dal loro mondo la cui ricerca esistenziale sembra esaurirsi in loop perversi, perpetui ritorni di un sempre uguale che ha le qualit\u00e0 dell\u2019onirico e la solidit\u00e0 delle mura di una prigione.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di intrinsecamente \u00a0stridente nel contrasto tra un mondo che pretende di correre sempre pi\u00f9 velocemente e gli interminabili ingorghi che bloccano le sue strade, tra il flusso infinito dei veicoli che percorrono le immense superstrade e l\u2019immobilit\u00e0 di chi osserva da un cavalcavia, estraniato e incapace di dare un senso compiuto a tanto perenne agitarsi.<\/p>\n<p>In \u201cCreazione\u201d, il racconto che apre la raccolta, una coppia formatasi casualmente in un aeroporto caraibico, attende inutilmente l\u2019aereo che la riporti alle rispettive quotidianit\u00e0. In un crescendo che ricorda vagamente l\u2019atmosfera di certi racconti di Paul Bowles, l\u2019improbabile coppia si unisce in un altrettanto improbabile climax sessuale, incapace di spezzare il circolo vizioso che la intrappola in un eterno ritorno al proprio albergo, in attesa di quell\u2019 aereo che pare proprio non verr\u00e0 mai. E intrappolati sono anche i due astronauti che orbitano intorno alla terra in \u201cMomenti di umanit\u00e0 nella terza guerra mondiale\u201d. Qui la fissit\u00e0 \u00e8 fisica, ha a che fare con le leggi eterne della gravit\u00e0. In uno scintillio meccanico dal sapore vagamente kubrikiano,\u00a0 i due astronauti, apparentemente dimenticati lass\u00f9 da un comando in tutt \u2019altre faccende occupato, osservano scrupolosamente il protocollo delle loro mansioni, un\u2019altra catena di incombenze destinata a bloccarli in un presente continuamente ripetuto e senza vie d\u2019uscita. Ma nel deserto vuoto del cosmo, \u00e8 l\u2019immagine della terra che risplende di un blu cobalto nei loro obl\u00f2 a fungere da momento illuminante, da epifania che riporta ognuno alla sua piccolezza, ma anche ricorda una immensit\u00e0 che comunque in qualche modo ci comprende.<\/p>\n<div id=\"attachment_432\" style=\"width: 268px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/3674.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-432\" class=\"size-medium wp-image-432\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/3674-258x300.jpg\" alt=\"Ulrike Meinhof ritratta da Richter\" width=\"258\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/3674-258x300.jpg 258w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/3674.jpg 387w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-432\" class=\"wp-caption-text\">Ulrike Meinhof ritratta da Richter<\/p><\/div>\n<p>Nel mondo estraniato che DeLillo cos\u00ec bene descrive, grazie anche alla concisione imposta dalla forma racconto, gli esseri si aggirano totalmente estranei gli uni agli altri e l\u2019unica forma di unione possibile sembra quella rappresentata dalle fantasie che ognuno fa sull \u2019altro inventandosi storie da sovrapporre a un reale spesso totalmente privo di significati o fatalmente inattingibile. \u00a0Le occasioni per incrociarsi, per rompere il silenzio imposto dallo scorrere continuo delle persone nel flusso perenne delle cose in movimento, sono delle pi\u00f9 varie e improbabili. In \u201cBaader-Meinhof\u201d del 2002, \u00e8 una mostra di opere di Gerhard Richter dedicate alla tragedia della Raf tedesca. L\u2019improbabile coppia questa volta si forma davanti ai chiaroscurali ritratti dei cadaveri di Ulrike Meinholf e di Andreas Baader, colti con visionarie dissolvenze nella penombra di un museo dove due anime, altrettanto desolate, si sfiorano appena. Sono passati trent\u2019 anni da quella tragedia, i protagonisti odierni sono figli precoci della crisi, disoccupati in fuga perenne tra un colloquio di lavoro e l\u2019altro, vite racchiuse in miniappartamenti, claustrofobici quanto le celle di quelle prigioni tedesche.<\/p>\n<p>DeLillo, fin dai tempi di \u201cRumore Bianco\u201d, non \u00e8 solo un autore in qualche modo apocalittico, ma pure per certi aspetti addirittura profetico. Non a caso ha saputo dipingere alla perfezione l\u2019inferno di una New York devastata ben prima dell\u2019undici settembre di Al Qaeda. Una dimensione, questa della profezia, che non manca nemmeno nei suoi racconti. Basti leggere, a questo proposito, l\u2019esilarante \u201c Falce e Martello\u201d del 2010, dove in una prigione di minima sicurezza si aggira una folla di ex broker fraudolenti, protagonisti della Wall Street degli hedge \u00a0fund e dei derivati, approdati giustamente ad un riposo forzato e blandamente custodito.<\/p>\n<p>Anche in questo caso il protagonista \u00e8 bloccato, secondo il miglior stile del nostro autore, seppur racchiuso da flebili pareti di celle spesso aperte. Come finestra sul mondo ha un programma televisivo per bambini dove le sue due figlie leggono un curioso telegiornale finanziario, scritto probabilmente dalla loro madre, sottilmente e ironicamente critico verso il mondo fatale del grande capitale. Mentre le due bimbe snocciolano dallo schermo \u00a0devastanti immagini dello sgretolarsi di un mondo, la crisi greca e lo spappolarsi dell\u2019euro, una platea di detenuti che furono un tempo i protagonisti di quel mondo dorato fa apertamente il tifo per la fine di tutto, in un applauso sincero all\u2019 apocalisse prossima ventura.<\/p>\n<p>Chiude la raccolta un testo a suo modo emblematico, tassello finale di un itinerario comunque coerente, nonostante lo scorrere degli anni. \u201cLa denutrita\u201d del 2011 fa bene da sintesi all\u2019intero percorso di questa discesa all\u2019 inferno in nove gironi , seppure con il sorriso sulle labbra. Anche in questo caso il protagonista \u00e8, a suo modo, un prigioniero di quei loop tanto amati dal suo autore: questa volta abbiamo un personaggio singolare, il cui unico scopo nella vita sembra quello di vedere il maggior numero possibile di film, senza un fine preciso, ma giusto per organizzare la propria vita attorno a una ragione, seppur alquanto flebile.<\/p>\n<div id=\"attachment_434\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/edward_hopper_011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-434\" class=\"size-medium wp-image-434\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/edward_hopper_011-300x225.jpg\" alt=\"Il cinema secondo Hopper\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/edward_hopper_011-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/edward_hopper_011.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-434\" class=\"wp-caption-text\">Il cinema secondo Hopper<\/p><\/div>\n<p>La sua vita appare comunque perfettamente organizzata: convivente separato con una moglie da cui ha divorziato, ma con cui continua a condividere una minuscola abitazione, organizza le sue giornate in orari stringenti per correre da un cinema \u00a0all\u2019altro, cercando di collezionare giornalmente il maggior numero di proiezioni possibili. La finzione, chiaramente, ha preso il posto della realt\u00e0, ma questo comunque non sembra pi\u00f9 un problema, quello che scorre sullo schermo pare diventato comunque indifferente, il caldo accogliente della sala sembra spesso contare molto di pi\u00f9, anche se nel racconto non c\u2019\u00e8 traccia di regressione psicologica.<\/p>\n<p>Nel mondo asfittico raccontato da DeLillo le persone perdono progressivamente i confini del proprio ego, hanno difficolt\u00e0\u00a0 evidenti a continuare ad aderire ad un mondo, qualunque esso sia. Quando il nostro cinefilo incontra la denutrita, una magra spettatrice che sembra perseguire il suo stesso percorso, fisico ed esistenziale, la segue non perch\u00e9 interessato realmente alla sua persona, come tutti i protagonisti di queste storie alla realt\u00e0 preferisce apertamente quello che immagina su di essa, ma perch\u00e9 in qualche modo \u00e8 diventata essa stessa parte del film che lui continua a vedere, una testa che si frappone allo schermo e lo invoglia ad indagare, ma senza davvero voler sapere.<\/p>\n<p>Nell&#8217; universo immaginario di DeLillo siamo in fondo tutti prigionieri di una qualche perversione: la realt\u00e0 che ci scorre accanto conta poco o nulla, tanto nessuno sembra pi\u00f9 \u00a0adatto a capirla e peggio ancora a possederla. Al massimo possiamo aggirarci in essa cercando di scorgervi il segno tangibile della nostra pi\u00f9 intima ossessione, quel livello di surrealt\u00e0 che la letteratura, meglio di un qualsiasi google glass, \u00e8 capace di restituirci aumentata di un grado se non di comprensione, almeno di compassione, nel senso migliore del termine.<\/p>\n<p>a.pass.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prolifico autore di romanzi spesso monumentali, Don DeLillo sembra invece aver dedicato assai minor attenzione, nello scorrere degli anni, alla difficile arte del racconto, il che, a giudicare dalla sua \u00a0prima raccolta oggi pubblicata, \u201cL\u2019Angelo Esmeralda\u201d (Einaudi, pag. 208, \u20ac 19)\u00a0 che racchiude nove testi brevi dal 1979 al 2011, \u00e8 un vero peccato, data [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-430","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-books","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/users\/87"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/430\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}