{"id":394,"date":"2013-05-06T10:13:48","date_gmt":"2013-05-06T10:13:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/?p=394"},"modified":"2017-02-27T23:41:13","modified_gmt":"2017-02-27T23:41:13","slug":"murakami-sud-del-confine-dove-comincia-limpossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/murakami-sud-del-confine-dove-comincia-limpossibile\/","title":{"rendered":"Murakami &#8211; A sud del confine, dove inizia l&#8217;impossibile"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><strong><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Haruki-Murakami-007.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-395\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Haruki-Murakami-007-300x180.jpg\" alt=\"Haruki-Murakami-007\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Haruki-Murakami-007-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Haruki-Murakami-007.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong>Qual \u00e8 il confine tra reale e irreale, esiste davvero una separazione, netta e invalicabile, tra queste due dimensioni? E poi, cos\u2019 \u00e8 reale e cosa no, c\u2019\u00e8 una sola, inequivocabile realt\u00e0, oppure infinite, quanti sono i soggetti che la abitano? Murakami Haruki \u00e8 sicuramente lo scrittore contemporaneo che, pi\u00f9 di ogni altro, ha scelto di danzare con le parole su questo confine immaginario, sia che le sue opere siano \u00a0etichettabili come \u201crealiste\u201d, sia, come accade assai pi\u00f9 spesso, \u00a0risultino assolutamente irrealistiche. \u201cA sud del confine, a ovest del sole\u201d, un\u2019opera del \u201992 che torna oggi nelle librerie italiane in una traduzione completamente rinnovata (Einaudi, pag. 204, Euro 20), rappresenta forse una delle sintesi meglio riuscite tra i due \u00a0versanti di questo immaginifico autore.<!--more--><\/p>\n<p>A stretto rigore, il romanzo appartiene di diritto alla vena pi\u00f9 realistica dello scrittore giapponese, quella da cui \u00e8 scaturito il capolavoro che lo ha reso universalmente noto, in patria e fuori: quel \u201cNorwegian Wood\u201d che, oltre ad essere stato un insuperato best seller, ne ha sancito lo status di scrittore intimista e delicato, un autentico poeta dei sentimenti, di cui si rivela un sensibile e profondo conoscitore. Ma questo versante, pur essendo il pi\u00f9 popolare, resta sicuramente anche il meno praticato da Murakami che, nella maggior parte delle sue opere, propende invece per un irrealismo spinto alle estreme conseguenze. Nei suoi romanzi maggiori, infatti, il confine tra le due dimensioni, reale e fantastica, viene violato in continuazione, c\u2019\u00e8 un traffico intenso e incontenibile nelle due direzioni, mentre la credibilit\u00e0 tende a subire colpi spesso tramortenti. \u00a0Ci ritroviamo cos\u00ec in mondi dove gli uomini parlano con i gatti e pure con le pietre, esistono foreste impenetrabili in cui il tempo non solo si \u00e8 fermato, ma addirittura riesce a scorrere a ritroso, quadri che si animano e villaggi popolati da strani esseri e mandrie di unicorni, mentre nel pieno centro di Tokyo, nel cuore di un grande grattacielo di cemento e cristallo, si apre un armadio da cui si pu\u00f2 accedere ad un universo sotterraneo popolato di ombre malefiche.<\/p>\n<p>Il Murakami di questo splendido racconto, invece, tiene a freno la propria fantasia scatenante, sembra abbandonarsi alla semplice nostalgia venata di malinconia, ci narra una storia qualsiasi degli anni \u201960, una rivisitazione in sedicesimo, e in salsa wasabi, dell\u2019immancabile \u00a0Holden, uno dei suoi libri cult pi\u00f9 idolatrati. La storia \u00e8 quella di un giovane segnato a suo modo da un\u2019unicit\u00e0, almeno per i tempi in cui \u00e8 nato: quella di essere figlio unico, cosa che all\u2019 epoca era un\u2019autentica rarit\u00e0 e lo pone, in qualche modo, in un mondo separato rispetto ai suoi coetanei.<\/p>\n<p>Per il giovane Hajime la condizione di solitario, almeno nell&#8217;intimit\u00e0, \u00a0assicura una vena di autentica introspezione che comunque lo diversifica dai suoi chiassosi coetanei, abituati a convivere in famiglie numerose e fin troppo animate. Inoltre lo mette casualmente in relazione con una sua giovane vicina, Shimamoto, che alla singolarit\u00e0 dell\u2019essere anch\u2019 essa figlia unica, unisce la condizione particolare di portatrice di un handicap umiliante per una ragazzina comunque affascinante: quello di una leggera zoppia dovuta a una gamba segnata precocemente dalla poliomielite.<\/p>\n<p>Tra i due si stabilisce un legame che pare andare oltre i limiti dell\u2019et\u00e0 e fa dell\u2019isolamento sociale in <a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Asian_Long_Hairstyle_21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-396\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Asian_Long_Hairstyle_21-236x300.jpg\" alt=\"Asian_Long_Hairstyle_21\" width=\"236\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Asian_Long_Hairstyle_21-236x300.jpg 236w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Asian_Long_Hairstyle_21.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/><\/a>cui \u00a0 inevitabilmente si sentono costretti, un\u2019autentica risorsa. Non che succeda molto, a ben vedere, la loro relazione si limita a lunghe passeggiate da scuola e ritorno, segnate dal ritmo claudicante della ragazza, \u00a0a intensi pomeriggi, in casa della giovane, trascorsi \u00a0soprattutto ad ascoltare i dischi del padre di lei, tra cui li affascina una canzone di Nat King Cole, appunto quella che d\u00e0 il titolo al romanzo. Eppure tra i due, anche se impercettibile, scorre gi\u00e0 un intenso fiume di sensazioni, un torrente vorticoso di sentimenti destinato ad affiorare soltanto per un attimo, il tempo di una fugace stretta di mano, ed \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>La vita di Hajime, come quella di ognuno di noi, si incarica poi di mettere fine alla vicenda: seguono cambi di scuola e di citt\u00e0, i due si perdono inevitabilmente di vista, il giovane fa la sua strada, scopre i primi amori e le prime esperienze sessuali, attraversa in un baleno i chiassosi anni \u201960, quelli delle contestazioni violente nelle Universit\u00e0, come tanti suoi coetanei si appassiona a rock e jazz, letteratura contemporanea, occidentale e non, cinema ed arti varie. Fino ad approdare ad un noioso lavoro di correttore di libri scolastici e, infine, ad un matrimonio piuttosto fortunato che, oltre a una bellissima moglie, gli regala due splendide figlie e un suocero facoltoso, che prima lo assume e poi lo aiuta a realizzare il \u00a0sogno della sua vita, quello di un club jazz tutto suo.<\/p>\n<p>Insomma, tutto sembra volgere al meglio, Hajime si \u00e8 lasciato alle spalle una giovinezza piuttosto comune e si lancia nella vita quotidiana armato delle migliori intenzioni. Resta solo quel ricordo a suo modo disturbante, quell\u2019 occhiata lanciata in un altrove che, a sud del confine e a ovest del sole appunto, ha intravisto nello sguardo oscuro di quella ragazzina claudicante e a suo modo sottilmente diversa.<\/p>\n<p>Ancora una volta, come sempre accade nell\u2019 universo di Murakami, il reale si rivela molto meno \u201csicuro\u201d di quanto ci aspetteremmo, anche qui si aprono, nella riposante tranquillit\u00e0 del quotidiano, botole che conducono nel chiss\u00e0 dove. In questo caso, a farci da guida non sono spiritelli che assumono di volta in volta i sembianti pi\u00f9 strampalati, come in molti dei romanzi fantastici di Murakami, ma il volto assai pi\u00f9 enigmatico e accattivante di una misteriosa presenza femminile.<\/p>\n<p>In fatto di personaggi femminili Murakami \u00e8 un maestro assoluto: la Shimamoto di questo racconto \u00e8 strettamente imparentata con tante altre protagoniste dei libri dello scrittore giapponese, a partire dalla tenera e nevrotica Naoko che illumina le pagine pi\u00f9 commoventi di Norwegian Wood. Come quella, anche Shimamoto fa del non detto, dell\u2019appena accennato, della fragilit\u00e0 intuita dietro un\u2019apparenza irraggiungibile e sfuggente, le armi di una seduzione irresistibile.<\/p>\n<p>Il suo inaspettato ricomparire, dopo un\u2019assenza durata decenni, \u00e8 un\u2019irruzione irresistibile di irrealt\u00e0 che mina ogni senso di stabilit\u00e0, una ventata di immaginazione che sconvolge ogni tranquilla certezza del protagonista, che si accorge, in modo fin troppo subitaneo, di quello che da sempre mancava alla sua scena per dirsi in qualche modo completa. Murakami \u00e8 un grande maestro quando si tratta di far saltare le apparenze e precipitare il lettore in una confusione estremamente creativa. Sia che si serva di complicati e fantastici marchingegni, sia che, come in questo caso, prediliga i toni sfumati e suadenti, apparentemente pi\u00f9 soffici e credibili, la sua scrittura, pur restando sempre estremamente semplice e concreta, sa rovesciare le apparenze, restituire il senso di mistero alle situazioni in fondo pi\u00f9 convenzionali e scontate.<\/p>\n<p>Di Shimamoto, la protagonista di questo magico racconto, quasi nulla viene detto, di lei alla fine sapremo poco pi\u00f9 di quanto dichiarato agli esordi: come compare all\u2019 improvviso, cos\u00ec \u00a0in modo altrettanto subitaneo sar\u00e0 destinata a sparire, lasciando per\u00f2 ogni cosa, almeno per il protagonista, mutata per sempre. Quello che Hajime, ormai quasi quarantenne, \u00e8 destinato a scoprire gettando un\u2019occhiata nello sguardo, profondo, ombroso e distante della sua antica compagna, non potr\u00e0 mai essere rivelato fino in fondo ma, contemporaneamente, ha il potere di rendersi assolutamente rivelatore.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Tokyo-night-life-advertisement.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-397\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Tokyo-night-life-advertisement-300x225.jpg\" alt=\"Tokyo-night-life-advertisement\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Tokyo-night-life-advertisement-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Tokyo-night-life-advertisement.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E\u2019 qui che Murakami compie una sintesi notevole nelle sua duplice natura di scrittore: \u00e8 nello sguardo smarrito \u00a0di Shimamoto che si realizza, per un attimo, l\u2019unione dei suoi due mondi, quello della realt\u00e0 malinconica e nostalgica dei suoi racconti pi\u00f9 realistici, e quella surreale e sulfurea di quelli pi\u00f9 marcatamente dedicati al culto del fantastico. Cosa vede Hajime negli occhi, colti in un momento di estremo abbandono, della sua amante ritrovata per un attimo e subito persa per sempre?<\/p>\n<p>Ecco, sono davvero come due pozzi aperti su un\u2019altra realt\u00e0, due vuoti inquietanti che pure invitano a perdersi dentro, sono l\u2019esatto equivalente dei passaggi che in altre storie di Murakami si aprono continuamente nei muri di una realt\u00e0 che mai si potrebbe immaginare pi\u00f9 fragile. Ma sono anche il retaggio pi\u00f9 marcato di cultura orientale in uno scrittore che si sa particolarmente appassionato di occidente, di cui da sempre idolatra musica e cultura. Sono, in fondo uno sguardo diretto sul Nirvana, un\u2019occhiata subitanea all\u2019 attrazione per il vuoto, e in fondo per l\u2019annientamento stesso della morte, l\u2019attrazione fatale per il nulla cosmico che fa capolino, in modo inaspettato, nei punti pi\u00f9 improbabili del nostro tranquillo universo di passanti indaffarati e distratti.<\/p>\n<p>Hajime non sa resistere al richiamo, \u00e8 attratto da quello sguardo come da un maelstrom vorticante e irresistibile, vorrebbe scomparirvi dentro e in effetti fa il possibile per rinunciare al proprio mondo di tranquillo e inutile successo per un annientamento che ha il sapore di una scelta totalizzante. Murakami non \u00e8 scrittore di grandi ideali e di scelte combattive, descrive con nostalgica passione gli anni della sua formazione, ma si tiene sempre a debita distanza dagli avvenimenti, non \u00e8 mai un militante, anche negli anni ruggenti delle Universit\u00e0 in fiamme preferisce sempre un ruolo pi\u00f9 defilato, molto pi\u00f9 attento a quello che accade dentro di s\u00e9 piuttosto che a quello che gli si manifesta attorno.<\/p>\n<p>Shimamoto, questa bellissima vestale dell\u2019altrove, alla fine \u00e8 destinata a sparire nel nulla da cui per un attimo \u00e8 ritornata: il suo \u00e8 un dono d\u2019amore definitivo, il segno di un sacrificio che sa di negarsi per evitare l\u2019annientamento dell\u2019amato. Alla fine andandosene restituisce al giovane Hajime la sua vita, ma segnata per sempre: nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima, la realt\u00e0 continua ad esistere, ma ha perso ormai i muri possenti che sembravano contenerla e ha rivelato, una volta per tutte, la sua intima e irreparabile fragilit\u00e0. Scatenando la sua voglia di assoluto.<\/p>\n<p>Pas.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qual \u00e8 il confine tra reale e irreale, esiste davvero una separazione, netta e invalicabile, tra queste due dimensioni? E poi, cos\u2019 \u00e8 reale e cosa no, c\u2019\u00e8 una sola, inequivocabile realt\u00e0, oppure infinite, quanti sono i soggetti che la abitano? 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