{"id":37,"date":"2011-03-14T20:40:05","date_gmt":"2011-03-14T20:40:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/?p=37"},"modified":"2017-02-27T23:42:11","modified_gmt":"2017-02-27T23:42:11","slug":"thomas-pynchon-doc-sportello-la-zanna-d%e2%80%99oro-una-storia-di-sesso-droga-misteri-los-angeles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/thomas-pynchon-doc-sportello-la-zanna-d%e2%80%99oro-una-storia-di-sesso-droga-misteri-los-angeles\/","title":{"rendered":"Thomas Pynchon: Doc Sportello e la Zanna d\u2019Oro  una storia di sesso, droga e mistero a Los Angeles"},"content":{"rendered":"<p><!--:en--><\/p>\n<p>In fondo, \u00e8 un po\u2019 come se Philip Marlowe, impegnato nel labirinto delle indagini descritte in \u201cAddio mia amata\u201d, si fosse fumato uno degli spinelli che Anne Riordan gli chiede di nascondere e, guidando nella nebbia lungo la freeway che, da Santa Monica, scende verso la Sud Bay, avesse inavvertitamente imboccato un tunnel spazio temporale, ritrovandosi all\u2019uscita di Gordita Beach una trentina d\u2019anni dopo, nei panni di uno strafatto detective, altrettanto marginale ma molto molto pi\u00f9 sconclusionato e inconcludente. In effetti Larry \u201cDoc\u201d Sportello, protagonista dell\u2019ultimo romanzo di Thomas Pynchon \u201cVizio di forma\u201d , ha con il suo antenato chandleriano molti punti in comune: stessa idiosincrasia per le forze dell\u2019ordine, incarnate da un Los Angeles Police Department intasato da poliziotti corrotti e malevoli, portati ad allacciare oscuri legami con le forze del male e ad ostacolare ogni onesta indagine investigativa, salvo arrivare sempre al momento opportuno distribuendo manette e annettendosi eventuali meriti. Stessa propensione ai casi difficili, intricati e mal pagati, stessa debolezza a cedere al sentimento e al fascino sinuoso di dark ladies tanto belle quanto eternamente sfuggenti. Ma esternamente ogni somiglianza viene subito meno: nessuna parentela con l\u2019eleganza demod\u00e8 di un Marlowe o di un Sam Spade, e nemmeno con quella pi\u00f9 pacchiana del Gittes di Polanski; se mai, restando sul grande schermo, qualche parallelo potrebbe esserci con il Lebonski dei fratelli Cohen, di cui Doc condivide l\u2019aria eternamente svagata e leggermente strafatta.<br \/>\n\u201cVizio di forma\u201d in effetti \u00e8 davvero una sorta di tardo hard boiled californano, una satira grottesca e psichedelica dei classici pulp della detective story made in LA, dotato di tutti i crismi del caso: una trama complessa e spesso incongruente, un folla dickensiana di personaggi emarginati e perdenti, avvolti in un\u2019atmosfera crepuscolare e maledetta, sperduti in un eterno conflitto con diabolici complotti orchestrati da oscure potenze nascoste. Ma, in quache modo, \u00e8 anche un libro autobiografico, in cui Pynchon celebra gli anni trascorsi a Manhattam Beach, sulla costa losangelina, a scrivere quello che tutti considerano il suo capolavoroi assoluto, \u201cL\u2019arcobaleno della gravit\u00e0\u201d.<br \/>\nIl periodo \u00e8 lo stesso: \u201cVizio di forma\u201d si svolge tra il marzo e il maggio del 1970, proprio quando Pynchon abitava a Manhattam Beach nella South Bay di Los Angeles, di cui Gordita Beach \u00e8 una chiara trasposizione romanzesca. Poche come sempre le testimonianze di quel periodo: Pynchon viveva pi\u00f9 o meno da recluso e al solito evitava ogni contatto con il mondo esterno, secondo il clich\u00e9 che ha fatto di lui lo scrittore pi\u00f9 elusivo dell\u2019intera letteratura americana. Ma la Gordita del romanzo \u00e8 una descrizione vivace e coerente del periodo. Siamo a un snodo cruciale della recente storia statunitense: Ronald Regan \u00e8 governatore della California e si appresta alla scalata che lo porter\u00e0 presto a Washingtong. Alla Casa Bianca nel frattempo abita Richard Nixon, quel Tricky Dick che si ripromette di allargare il conflitto vietnamita a Laos e Cambogia e non si perita di affermare che una certa dose di fascismo \u201cpu\u00f2 far bene alla libert\u00e0\u201d. Un\u2019atmosfera di plumbea paranoia avvolge gli ultimi tramonti su quell\u2019isola felice che \u00e8 ancora, ma per poco, Gordita, popolata di tardi freakketoni strafatti e di surfers temerari alla ricerca dell\u2019onda perduta, un sottobosco alieno che si aggira lungo le strade in discesa che portano all\u2019oceano, fatte di case fatiscenti e polverose, in cui ruggine e stucco cadente si mischiano ai vapori salini del mare e all\u2019umidit\u00e0 della nebbia, ai miasmi dell\u2019incessante traffico delle freeway e al rombo dei jet in partenza dal vicino aereoporto.<br \/>\nSono le ultime vestigia di quell\u2019estate dell\u2019amore che aveva travolto la California dei tardi anni \u201960, ormai inacidite dall\u2019approssimarsi inarrestabile di un\u2019apocalisse prossima ventura che sembra destinata a mangiarsi tutto. \u201cVizio di forma\u201d condivide scenari e personaggi dell\u2019altro romanzo dedicato da Pynchon al periodo, quel \u201cVineland\u201d che descriveva la migrazione degli hippies al nord, verso la terra delle grandi sequoie, in fuga da una rivoluzione svanita a cui non credeva pi\u00f9 nessuno, trasformatasi nello spazio di un mattino da anelito di libert\u00e0 assoluta in oscuro complotto di provocatori e infiltrati. Chi allora ha preferito rimanere vive ora a Gordita e cerca di sfuggire alla realt\u00e0 che romba minacciosa giusto oltre la spiaggia e le dune, facendo ricorso a un miscuglio eterogeneo e pittoresco di droghe o allontanandosi a bordo di esili tavole da surf su un mare eternamente ribollente e inquietante, su cui le esili sagome dei cavalieri dell\u2019onda sembrano mohahi in sedicesimo di una Rapa Nui capovolta, intenti a scrutare perplessi la costa caliginosa del continente.<br \/>\n\u201cVizio di forma\u201d rappresenta, nella bibliografia pynchionaniana, sicuramente un record di popolarit\u00e0: \u00e8 il primo romanzo dello scrittore a raggiungere le classifiche dei best sellers, il che per un autore molto pi\u00f9 citato che letto, rappresenta sicuramente una sorprendente novit\u00e0, ed \u00e8 pure il primo di cui gi\u00e0 si annuncia una versione cinematografica. E in effetti il romanzo si rivela un libro \u201cdivertente\u201d, apparentemente di facile lettura, vuoi anche per una mole, poco pi\u00f9 di quattrocento pagine, abbastanza inusuale per chi \u00e8 abituato a scriverne spesso ben oltre le mille. Per di pi\u00f9 la forma adottata, la detective story, aiuta a superare certi scogli tipici della letteratura postmodern, agganciando il lettore a una trama che, se pur intricata e spesso opaca, resta comunque sempre dotata di una certa dose di thriller.<br \/>\nIn superficie in effetti seguiamo le avventure del detective Doc Sportello, incastrato dalla solita ex di turno, bella e seducente, in un caso di tradimento extraconiugale con un magnate dell\u2019edilizia e della devastazione ambientale, complicato da un rapimento e dalle oscure manovre di una moglie fedifraga, evidentemente interessata pi\u00f9 alle sostanze del consorte che al suo fascino appassito. Fin qui nulla di strano, tutto secondo i canoni del genere. Ma le cose, come nel pi\u00f9 classico dei trip, assumono quasi da subito aspetti inusuali e prospettive inconsuete. Sportello, cui l\u2019uso massiccio e continuo di quantit\u00e0 industriali di marijuana non garantisce certo una asettica lucidit\u00e0, pi\u00f9 che seguire un\u2019indagine, sembra perdersi in un viaggio psichedelico del tutto personale, dove \u00e8 difficile distinguere tra realt\u00e0 e allucinazione. Come in ogni classico \u201cviaggio\u201d, la realt\u00e0 comincia a debordare da ogni lato, compaiono ad ogni passo percorsi collaterali, si aprono prospettive incosuete, la pista, ammesso che ne esista una, sembra la tela di un ragno in preda all\u2019LSD. Anche la cronologia gioca brutti scherzi, dopo una scrupolosa meticolosit\u00e0 iniziale, a met\u00e0 del romanzo l\u2019orologio si ferma e si apre un tunnel extratemporale in cui Sportello compie non a caso le scoperte pi\u00f9 rivelatrici sul caso.<br \/>\nIn un vero e proprio delirio psichedelico, \u201cVizio di forma\u201d diventa ben presto una satira corrosiva non solo del romanzo di genere, un vero classico americano, ma a suo modo anche una critica davvero \u201cacida\u201d di un\u2019intera societ\u00e0. Il romanzo si popola rapidamente di \u201cmostri\u201d: bande di motociclisti nazisti affiliati a Fratellanze Ariane, gang nere legate ai Fratelli di Soledad e alla rivolta di Watts, surfisti solitari alla ricerca di cavalloni impossibili in mare aperto, laddove sembrerebbe stia riemergendo un contiente scomparso, gruppi di surf rock alla Beach Boys, installati in sfarzose ville su canyon lussureggianti in cui si aggirano groupies depravate ed eroinomani zombies, centri di riabilitazione in cui si compiono perverse mutazioni e si manipolano cervelli, organizzazioni di Vigilantes che appoggiano manovre controrivoluzionarie, dedite al culto di Nixon e pronte al lavoro sporco che anche una polizia corrotta si rifiuta di fare. E a dominare su tutti l\u2019ombra del nemico assoluto e sempre indefinibile, la Golden Fang, una sorta di P2 di cui \u00e8 difficile anche distinguere i contorni, che pu\u00f2 essere di volta in volta uno scooner su cui effettuare il contrabbando di eroina dal Triangolo d\u2019oro, ma anche ripulire soldi sporchi scambiandoli con dollari con l\u2019effige di Nixon al posto dei soliti Franklin e Lincoln, ma \u00e8 pure un\u2019organizzazione di dentisti sadici che ha come sede un grattacielo dorato a forma di zanna, o un gruppo di benpensanti che intesse rapporti indicibili con le lobbies pi\u00f9 segrete del potere.<br \/>\nSono gli anni in cui Charlie Satana Manson e la sua banda, appena catturati, infestano ancora i sonni dei buoni borghesi asserragliati nelle loro ville di Bel Air e Beverly Hills, in cui una paranoia densa e irrespirabile raggiunge anche gli avamposti pi\u00f9 remoti dell\u2019immensa metropoli, mostrando i segni inequivocabili di un incubo che va materializzandosi collettivamente, il peccato originale di un\u2019intera societ\u00e0 che \u00e8 il \u201cvizio di forma\u201d che ne sancisce la condanna. Il romanzo diventa cos\u00ec il malinconico controcanto di addio di una generazione che, appollaiata sul bordo dell\u2019oceano, assiste impotente al declino dei propri sogni e all\u2019 di un giorno che si annuncia con toni apocalittici.<br \/>\nOssessivo domina, lungo lo scorrere delle pagine, l\u2019accompagnamento sonoro di centinaia di canzoni, ironica colonna sonora che Pynchon assembla, con la consueta maestria postmodern, in un testo che mischia al solito rock, cartoons, cinema e tv, in una scrittura magmatica che costruisce la propria diversit\u00e0 proprio a partire dai materiali pi\u00f9 ordinari. Emblematica, nell\u2019incupirsi dell\u2019atmosfera del racconto, l\u2019ossessione televisiva dei protagonisti per le serie tv, le cui trame si intersecano con della narrazione, fino a diventarne una sorta di specchio rovesciato. Nella societ\u00e0 dello spettacolo che annuncia ormai il suo completo dominio, mentre l\u2019attore Regan si appresta a cavalcare da sceriffo anche la scena politica, i serials tv incarnano l\u2019invertisi della realt\u00e0 in cui ci\u00f2 che esiste realmente \u00e8 ormai solo ci\u00f2 che appare, sullo schermo appunto. C\u2019\u00e8 una scena molto significativa del racconto, emblematica a questo proposito. Doc nasconde un pacco di venti chili di eroina nella scatola vuota di un televisore. Denis, suo vicino e compagno di sballi, lo trova e si mette a guardarlo, come fosse davvero una tv. Perch\u00e9 la neve non \u00e8 solo la \u201croba\u201d, ma anche l\u2019effetto pixelato di un schermo acceso ma privo di segnale. La droga, insomma, a cui milioni di americani, ma non solo, si apprestano a delegare il proprio cervello.<br \/>\nNel chiaroscuro crepuscolare di un tramonto comunque paranoico, non mancano per\u00f2 barlumi di libert\u00e0 che ancora resistono. Come la rete, quella Arpanet che nel romanzo muove appena i primi passi, ma che qualche antesignano hacker alle prime armi sembra gi\u00e0 capace di stravolgere dall\u2019originale scopo militare a un futuro molto pi\u00f9 gravido di promesse. La storia si chiude con Doc alla guida sulla freeway di Santa Monica perso in una nebbia fittissima che, salita dall\u2019oceano, ha coperto l\u2019intera citt\u00e0 chiudendola in una realt\u00e0 priva di spazio e spessore. Nel nulla assoluto, inquietante metafora del vuoto che ci aspetta, unico modo per viaggiare \u00e8 agganciasi alla luci posteriori della macchina che precede. Si forma cos\u00ec una catena umana, in cui ognuno serve da guida al proprio vicino, l\u2019unico servizio veramente gratuito in tutta Los Angeles, commenta acido Doc. Una solidariet\u00e0 \u201cinevitabile\u201d che forse ci salver\u00e0\u2026.<\/p>\n<p><!--:--><!--:it--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/1959-59-Cadillac-Caddy-Hearse-Art-Print-Poster3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-92\" title=\"1959-59-Cadillac-Caddy-Hearse-Art-Print-Poster\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/1959-59-Cadillac-Caddy-Hearse-Art-Print-Poster3-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/1959-59-Cadillac-Caddy-Hearse-Art-Print-Poster3-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/1959-59-Cadillac-Caddy-Hearse-Art-Print-Poster3.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>In fondo, \u00e8 un po\u2019 come se Philip Marlowe, impegnato nel labirinto delle indagini descritte in \u201cAddio mia amata\u201d, si fosse fumato uno degli spinelli che Anne Riordan gli chiede di nascondere e, guidando nella nebbia lungo la freeway che da Santa Monica scende verso la Sud Bay, avesse inavvertitamente imboccato un tunnel spazio temporale, ritrovandosi all\u2019uscita di Gordita Beach una trentina d\u2019anni dopo, nei panni di uno strafatto detective, altrettanto marginale ma molto molto pi\u00f9 sconclusionato e inconcludente.<!--:--><!--more--><!--:en--><\/strong><\/p>\n<p><!--:--><!--:it--> In effetti Larry \u201cDoc\u201d Sportello, protagonista dell\u2019ultimo romanzo di Thomas Pynchon \u201cVizio di forma\u201d , ha con il suo antenato chandleriano molti punti in comune: stessa idiosincrasia per le forze dell\u2019ordine, incarnate da un Los Angeles Police Department intasato da poliziotti corrotti e malevoli, portati ad allacciare oscuri legami con le forze del male e ad ostacolare ogni onesta indagine investigativa, salvo arrivare sempre al momento opportuno distribuendo manette e annettendosi eventuali meriti. Stessa propensione ai casi difficili, intricati e mal pagati, stessa debolezza a cedere al sentimento e al fascino sinuoso di dark ladies tanto belle quanto eternamente sfuggenti. Ma esternamente ogni somiglianza viene subito meno: nessuna parentela con l\u2019eleganza demod\u00e8 di un Marlowe o di un Sam Spade, e nemmeno con quella pi\u00f9 pacchiana del Gittes di Polanski; se mai, restando sul grande schermo, qualche parallelo potrebbe esserci con il Lebowski dei fratelli Cohen, di cui Doc condivide l\u2019aria eternamente svagata e leggermente strafatta.<br \/>\n<strong> \u201cVizio di forma\u201d in effetti \u00e8 davvero una sorta di tardo hard boiled californano, una satira grottesca e psichedelica dei classici pulp della detective story made in LA, dotato di tutti i crismi del caso: una trama complessa e spesso incongruente, un folla dickensiana di personaggi emarginati e perdenti, avvolti in un\u2019atmosfera crepuscolare e maledetta, sperduti in un eterno conflitto con diabolici complotti orchestrati da oscure potenze nascoste. Ma, in quache modo, \u00e8 anche un libro autobiografico, in cui Pynchon celebra gli anni trascorsi a Manhattam Beach, sulla costa losangelina, a scrivere quello che tutti considerano il suo capolavoroi assoluto, \u201cL\u2019arcobaleno della gravit\u00e0\u201d.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_93\" style=\"width: 243px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/pic0504-pynchon0013.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-93\" class=\"size-medium wp-image-93\" title=\"pic0504-pynchon001\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/pic0504-pynchon0013-e1300134990495-233x300.jpg\" alt=\"\" width=\"233\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/pic0504-pynchon0013-e1300134990495-233x300.jpg 233w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/pic0504-pynchon0013-e1300134990495-796x1024.jpg 796w\" sizes=\"auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-93\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Una delle pochissime foto in circolazione di Pynchon<\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il periodo \u00e8 lo stesso: \u201cVizio di forma\u201d si svolge tra il marzo e il maggio del 1970, proprio quando Pynchon abitava a Manhattam Beach nella South Bay di Los Angeles, di cui Gordita Beach \u00e8 una chiara trasposizione romanzesca. Poche come sempre le testimonianze di quel periodo: Pynchon viveva pi\u00f9 o meno da recluso e al solito evitava ogni contatto con il mondo esterno, secondo il clich\u00e9 che ha fatto di lui lo scrittore pi\u00f9 elusivo dell\u2019intera letteratura americana. Ma la Gordita del romanzo \u00e8 una descrizione vivace e coerente del periodo. Siamo a uno snodo cruciale della recente storia statunitense: Ronald Regan \u00e8 governatore della California e si appresta alla scalata che lo porter\u00e0 presto a Washington. Alla Casa Bianca nel frattempo abita Richard Nixon, quel Tricky Dick che si ripromette di allargare il conflitto vietnamita a Laos e Cambogia e non si perita di affermare che una certa dose di fascismo \u201cpu\u00f2 far bene alla libert\u00e0\u201d. Un\u2019atmosfera di plumbea paranoia avvolge gli ultimi tramonti su quell\u2019isola felice che \u00e8 ancora, ma per poco, Gordita, popolata di tardi freakketoni strafatti e di surfers temerari alla ricerca dell\u2019onda perduta, un sottobosco alieno che si aggira lungo le strade in discesa che portano all\u2019oceano, fatte di case fatiscenti e polverose, in cui ruggine e stucco cadente si mischiano ai vapori salini del mare e all\u2019umidit\u00e0 della nebbia, ai miasmi dell\u2019incessante traffico delle freeway e al rombo dei jet in partenza dal vicino aereoporto.<\/strong><br \/>\n<strong> Sono le ultime vestigia di quell\u2019estate dell\u2019amore che aveva travolto la California dei tardi anni \u201960, ormai inacidite dall\u2019approssimarsi inarrestabile di un\u2019apocalisse prossima ventura che sembra destinata a mangiarsi tutto. \u201cVizio di forma\u201d condivide scenari e personaggi dell\u2019altro romanzo dedicato da Pynchon al periodo, quel \u201cVineland\u201d che descriveva la migrazione degli hippies al nord, verso la terra delle grandi sequoie, in fuga da una rivoluzione svanita a cui non credeva pi\u00f9 nessuno, trasformatasi nello spazio di un mattino da anelito di libert\u00e0 assoluta in oscuro complotto di provocatori e infiltrati. Chi allora ha preferito rimanere vive ora a Gordita e cerca di sfuggire alla realt\u00e0 che romba minacciosa giusto oltre la spiaggia e le dune, facendo ricorso a un miscuglio eterogeneo e pittoresco di droghe o allontanandosi a bordo di fragili tavole da surf su un mare eternamente ribollente e inquietante, su cui le esili sagome dei cavalieri dell\u2019onda sembrano moai in sedicesimo di una Rapa Nui capovolta, intenti a scrutare perplessi la costa caliginosa del continente.<\/strong><br \/>\n<strong> \u201cVizio di forma\u201d rappresenta, nella bibliografia pynchioniana, sicuramente un record di popolarit\u00e0: \u00e8 il primo romanzo dello scrittore a raggiungere le classifiche dei best sellers, il che per un autore molto pi\u00f9 citato che letto, rappresenta sicuramente una sorprendente novit\u00e0, ed \u00e8 pure il primo di cui gi\u00e0 si annuncia una versione cinematografica. E in effetti il romanzo si rivela un libro \u201cdivertente\u201d, apparentemente di facile lettura, vuoi anche per una mole, poco pi\u00f9 di quattrocento pagine, abbastanza inusuale per chi \u00e8 abituato a scriverne spesso ben oltre le mille. Per di pi\u00f9 la forma adottata, la detective story, aiuta a superare certi scogli tipici della letteratura postmodern, agganciando il lettore a una trama che, se pur intricata e spesso opaca, resta comunque sempre dotata di una certa dose di thriller.<\/strong><br \/>\n<strong> <a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/amdet-april402.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-94\" title=\"amdet-april40\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/amdet-april402-217x300.gif\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/amdet-april402-217x300.gif 217w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/amdet-april402.gif 398w\" sizes=\"auto, (max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/a>In superficie in effetti seguiamo le avventure del detective Doc Sportello, incastrato dalla solita ex di turno, bella e seducente, in un caso di tradimento extraconiugale con un magnate dell\u2019edilizia e della devastazione ambientale, complicato da un rapimento e dalle oscure manovre di una moglie fedifraga, evidentemente interessata pi\u00f9 alle sostanze del consorte che al suo fascino appassito. Fin qui nulla di strano, tutto secondo i canoni del genere. Ma le cose, come nel pi\u00f9 classico dei trip, assumono quasi da subito aspetti inusuali e prospettive inconsuete. Sportello, cui l\u2019uso massiccio e continuo di quantit\u00e0 industriali di marijuana non garantisce certo una asettica lucidit\u00e0, pi\u00f9 che seguire un\u2019indagine, sembra perdersi in un viaggio psichedelico del tutto personale, dove \u00e8 difficile distinguere tra realt\u00e0 e allucinazione. Come in ogni classico \u201cviaggio\u201d, la realt\u00e0 comincia a debordare da ogni lato, compaiono ad ogni passo percorsi collaterali, si aprono prospettive incosuete, la pista, ammesso che ne esista una, sembra la tela di un ragno in preda all\u2019LSD. Anche la cronologia gioca brutti \u00a0scherzi: dopo una scrupolosa meticolosit\u00e0 iniziale, a met\u00e0 del romanzo l\u2019orologio si ferma e si apre un tunnel extratemporale in cui Sportello compie non a caso le scoperte pi\u00f9 rivelatrici.<\/strong><br \/>\n<strong> In un vero e proprio delirio psichedelico, \u201cVizio di forma\u201d diventa ben presto una satira corrosiva non solo del romanzo di genere, un vero classico americano, ma a suo modo anche una critica davvero \u201cacida\u201d di un\u2019intera societ\u00e0. Il racconto si popola rapidamente di \u201cmostri\u201d: bande di motociclisti nazisti affiliati a Fratellanze Ariane, gang nere legate ai Fratelli di Soledad e alla rivolta di Watts, surfisti solitari alla ricerca di cavalloni impossibili in mare aperto, laddove sembrerebbe stia riemergendo un contiente scomparso, gruppi di surf rock alla Beach Boys, installati in sfarzose ville su canyon lussureggianti in cui si aggirano groupies depravate ed eroinomani zombies, centri di riabilitazione in cui si compiono perverse mutazioni e si manipolano cervelli, organizzazioni di Vigilantes che appoggiano manovre controrivoluzionarie, dedite al culto di Nixon e pronte al lavoro sporco che anche una polizia corrotta si rifiuta di fare. E a dominare su tutti l\u2019ombra del nemico assoluto e sempre indefinibile, la Golden Fang, una sorta di P2 di cui \u00e8 difficile anche distinguere i contorni, che pu\u00f2 essere di volta in volta uno scooner su cui effettuare il contrabbando di eroina dal Triangolo d\u2019oro, ma anche ripulire soldi sporchi scambiandoli con dollari con l\u2019effige di Nixon al posto dei soliti Franklin e Lincoln, ma \u00e8 pure un\u2019organizzazione di dentisti sadici che ha come sede un grattacielo dorato a forma di zanna, o un gruppo di benpensanti che intesse rapporti indicibili con le lobbies pi\u00f9 segrete del potere.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_110\" style=\"width: 295px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/charles-manson.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-110\" class=\"size-full wp-image-110\" title=\"charles-manson\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/charles-manson.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/charles-manson.jpg 285w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/charles-manson-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-110\" class=\"wp-caption-text\"><strong>L&#8217;arresto di Satana Manson<\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono gli anni in cui Charlie Satana Manson e la sua banda, appena catturati, infestano ancora i sonni dei buoni borghesi asserragliati nelle loro ville di Bel Air e Beverly Hills, in cui una paranoia densa e irrespirabile raggiunge anche gli avamposti pi\u00f9 remoti dell\u2019immensa metropoli, mostrando i segni inequivocabili di un incubo che va materializzandosi collettivamente, il peccato originale di un\u2019intera societ\u00e0 che \u00e8 il \u201cvizio di forma\u201d che ne sancisce la condanna. Il romanzo diventa cos\u00ec il malinconico controcanto di addio di una generazione che, appollaiata sul bordo dell\u2019oceano, assiste impotente al declino dei propri sogni e all\u2019alba di un giorno che si annuncia con toni apocalittici.<\/strong><br \/>\n<strong> Ossessivo domina, lungo lo scorrere delle pagine, l\u2019accompagnamento sonoro di centinaia di canzoni, ironica colonna sonora che Pynchon assembla, con la consueta maestria postmodern, in un testo che mischia al solito rock, cartoons, cinema e tv, in una scrittura magmatica che costruisce la propria diversit\u00e0 proprio a partire dai materiali pi\u00f9 ordinari. Emblematica, nell\u2019incupirsi dell\u2019atmosfera del racconto, l\u2019ossessione televisiva dei protagonisti per le serie tv, le cui trame si intersecano con quelle della narrazione, fino a diventarne una sorta di specchio rovesciato. Nella societ\u00e0 dello spettacolo che annuncia ormai il suo completo dominio, mentre l\u2019attore Regan si appresta a cavalcare da sceriffo anche la scena politica, i serials tv incarnano l\u2019invertirsi della realt\u00e0 in cui ci\u00f2 che esiste realmente \u00e8 ormai solo ci\u00f2 che appare&#8230;sullo schermo appunto. C\u2019\u00e8 una scena molto significativa del racconto, emblematica a questo proposito. Doc nasconde un pacco di venti chili di eroina nel telaio vuoto di un televisore. Denis, suo vicino e compagno di sballi, lo trova e si mette a guardarlo, come fosse davvero una tv funzionante. Perch\u00e9 la neve non \u00e8 solo la \u201croba\u201d, ma anche l\u2019effetto pixelato di un schermo acceso ma privo di segnale. La droga, insomma, a cui milioni di americani, ma non solo, si apprestano a delegare il proprio cervello.<\/strong><br \/>\n<strong> Nel chiaroscuro crepuscolare di un tramonto comunque paranoico, non mancano per\u00f2 barlumi di libert\u00e0 che ancora resistono. Come la rete, quella Arpanet che nel romanzo muove appena i primi passi, ma che qualche antesignano hacker alle prime armi sembra gi\u00e0 capace di stravolgere dall\u2019originale scopo militare a un futuro molto pi\u00f9 gravido di promesse. La storia si chiude con Doc alla guida sulla freeway di Santa Monica perso in una nebbia fittissima che, salita dall\u2019oceano, ha coperto l\u2019intera citt\u00e0 chiudendola in una realt\u00e0 priva di spazio e spessore. Nel nulla assoluto, inquietante metafora del vuoto che ci aspetta, unico modo per viaggiare \u00e8 agganciasi alla luci posteriori della macchina che precede. Si forma cos\u00ec una catena umana, in cui ognuno serve da guida al proprio vicino, l\u2019unico servizio veramente gratuito in tutta Los Angeles, commenta acido Doc. Una solidariet\u00e0 \u201cinevitabile\u201d che forse ci salver\u00e0\u2026.<\/strong><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In fondo, \u00e8 un po\u2019 come se Philip Marlowe, impegnato nel labirinto delle indagini descritte in \u201cAddio mia amata\u201d, si fosse fumato uno degli spinelli che Anne Riordan gli chiede di nascondere e, guidando nella nebbia lungo la freeway che, da Santa Monica, scende verso la Sud Bay, avesse inavvertitamente imboccato un tunnel spazio temporale, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-37","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-books","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/users\/87"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}