{"id":262,"date":"2013-01-07T11:21:21","date_gmt":"2013-01-07T11:21:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/?p=262"},"modified":"2017-02-27T23:44:26","modified_gmt":"2017-02-27T23:44:26","slug":"salman-rushdie-joseph-anton-lo-scrittore-gli-assassini-devoti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/salman-rushdie-joseph-anton-lo-scrittore-gli-assassini-devoti\/","title":{"rendered":"Salman Rushdie &#8211;  Joseph Anton : lo scrittore e gli assassini devoti"},"content":{"rendered":"<p><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:it--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/hi-rushdie-cp-032299565.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-273\" title=\"hi-rushdie-cp-03229956\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/hi-rushdie-cp-032299565-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/hi-rushdie-cp-032299565-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/hi-rushdie-cp-032299565.jpg 852w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong>L\u2019inquadratura iniziale \u00e8 una scena famosa: esterno della piccola scuola di Bodega Bay, si sentono in lontananza le voci dei bimbi che recitano una filastrocca, un corvo nero scende dal cielo e si posa sul castello di tubi al centro del cortile. Altri lo seguono e in un attimo la struttura \u00e8 letteralmente nereggiante di ali e di becchi. Ma, questa volta, a guardarli con terrore non c&#8217;\u00e8 l\u2019elegante Tippi Hedren degli \u201cUccelli\u201d , ma un annichilito Salman Rushdie che ascolta il primo corvaccio annunciarsi al telefono, una giornalista della BBC che gli rivolge la domanda tipica del cretinismo informativo: che effetto fa sapersi condannati a morte dall\u2019ayatollah Khomeini?<!--more--><br \/>\n<!--:--><!--more--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:it--> Rushdie cade letteralmente dalle nuvole, non diversamente dal Saladin Chamcha ( il kafkiano Gregor Samsa trasformato, invece che in un \u00a0insetto, in diavoletto anglo-indiano) protagonista del suo ultimo romanzo fresco di stampa, \u201c I versi satanici\u201d. Nemmeno immagina che, da quel momento, inizier\u00e0 per lui un lungo tunnel di clandestinit\u00e0 destinato a durare pi\u00f9 di dieci anni.<\/p>\n<p>E\u2019 il giorno di San Valentino del 1989 e la mattinata si apre comunque sotto una luce tetramente malinconica: Salman deve partecipare ai funerali dell\u2019amico Bruce Chatwin, con cui aveva condiviso l\u2019esperienza del viaggio in Australia da cui era nato quel capolavoro che \u00e8 \u201cLe vie dei canti\u201d. Al ritorno a casa, Rushdie trova ad attenderlo la polizia che gli conferma la gravit\u00e0 della minaccia e gli comunica l\u2019impossibilit\u00e0 di rientrare tranquillamente nel suo appartamento. Il vecchio ayatollah, prossimo ormai a morire, ha lanciato contro di lui una fatwa, una sorta di maledizione con cui invita ogni mussulmano devoto ad ucciderlo. Il capo d\u2019accusa: blasfemia nei confronti del Profeta come risulta dalla lettura del suo ultimo romanzo appena pubblicato, in cui uno dei personaggi, immaginando di essere l\u2019arcangelo Gabriele, rievoca le storie della nascita dell\u2019Islam nello stile pacchiano delle grandi produzioni di Bollywood.<\/p>\n<p>Comincia con questa immagine l\u2019ultimo libro di Rushdie, \u201cJoseph Anton\u201d, un imponente memoir dedicato al suo decennio in fuga dai terroristi islamici, ma anche il racconto di una battaglia per la libert\u00e0 contro tutti i pregiudizi della religione e del conformismo fideista, la storia di una resistenza civile che anticipa, in modo non solo simbolico, quello che sar\u00e0 lo scontro pi\u00f9 tragico in cui verr\u00e0 battezzato nel sangue il nuovo millennio. Joseph come Conrad, Anton come Chekov, nasce cos\u00ec lo pseudonimo con cui, da allora in avanti, verr\u00e0 identificato Rushdie durante il lungo periodo di protezione, anche se gli agenti a lui preposti finiranno, con suo grande disappunto, per preferire un pi\u00f9 familiare Joe. E nei nomi, comunque, si nasconde sempre un destino: non a caso il padre di Salman, il cui vero cognome era un autentico scioglilingua, decise di cambiarlo nell\u2019assai pi\u00f9 semplice Rushdie in onore del grande Ibn Rushd, colui che in occidente \u00e8 noto come Averro\u00e8, che Salman assumer\u00e0 come icona protettiva nella lunga battaglia che lo attende tra la luce della ragione e i corvi neri dell\u2019intolleranza e della fede obnubilata.<\/p>\n<div id=\"attachment_277\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/marianne-wiggins1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-277\" class=\"size-medium wp-image-277\" title=\"marianne-wiggins1\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/marianne-wiggins1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/marianne-wiggins1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/marianne-wiggins1.jpg 495w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-277\" class=\"wp-caption-text\">Rushdie con la seconda moglie Marianne ai tempi dell&#8217;uscita dei Versi<\/p><\/div>\n<p>La canea provocata dalla fatwa si scatena quasi subito: cominciano i cortei urlanti che invocano la sua morte e bruciano il suo fantoccio sulle piazze di mezzo mondo. E pure la compassata Inghilterra non sar\u00e0 da meno, con i locali leader mussulmani scatenati\u00a0all&#8217;inseguimento\u00a0del radicalismo iraniano. Per una sorta di omert\u00e0 infra religiosa anche i rappresentanti degli altri culti in qualche modo si accodano: cattolici, anglicani, gli stessi induisti, tutti pronti a dire che s\u00ec, in fondo Rushdie se l\u2019\u00e8 cercata, che non si offendono impunemente i sentimenti religiosi di chicchessia. Il governo conservatore, guidato dalla lady di ferro Margareth Thatcher, deve accorrere in sua difesa, ma non mostrer\u00e0 mai troppo entusiasmo per la cosa. Solo con l\u2019avvento al potere dei laburisti, molti anni dopo il lancio della fatwa, le cose cominceranno significativamente a cambiare per lo scrittore.<br \/>\nInizia cos\u00ec un penoso tira e molla con le forze di sicurezza inglesi: Rushdie vorrebbe, nella maniera del possibile, continuare una parvenza di vita normale, i\u00a0poliziotti\u00a0 invece, preferirebbero trasformarlo in un autentico recluso, costretto alla solitudine ed a cambiare continuamente residenza. La stampa, nel frattempo, fa opera in molti casi di killeraggio, ingigantendo le presunte spese della sua protezione e non nascondendo critiche velenose alla personalit\u00e0 di un autore che, non lo si dice apertamente ma a volte lo si pensa, oltre a risultare arrogante e supponente, ha pure il difetto di non essere neppure inglese.<br \/>\nFortuna che in sua difesa si coalizzano immediatamente le forze della letteratura mondiale, in un susseguirsi di iniziative che terranno viva, per tutti i dieci anni della vicenda, la fiamma della protesta in nome della libert\u00e0 e della lotta contro la bestialit\u00e0 del sopruso. Perch\u00e9, come scrive Rushdie, non si tratta semplicemente di difendere la sua vita, ma soprattutto di non concedere a una banda di terroristi barbuti il diritto di decidere cosa possiamo o non possiamo leggere e scrivere. Un&#8217; opera di impegno civile in cui si distingueranno particolarmente gli amici inglesi Arold Pinter, Ian McEwan e Martin Amis e gli americani Paul Auster e Susan Sontag tra i moltissimi altri. Nasce Articolo 19, organizzazione espressamente dedicata a fare pressione sui governi perch\u00e9 intervengano presso l\u2019Iran per far cessare la minaccia.<\/p>\n<div id=\"attachment_274\" style=\"width: 238px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Khomeini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-274\" class=\"size-medium wp-image-274\" title=\"Khomeini\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Khomeini-228x300.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Khomeini-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Khomeini.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-274\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Ayatollah Khomeini<\/p><\/div>\n<p>Khomeini nel frattempo \u00e8 passato a miglior vita, ma non \u00e8 che i suoi successori mostrino alcun segno di ravvedimento, anzi. Pochi tra ayatollah e fanatici vari sembrano comunque aver letto davvero il libro, visto che l\u2019accusa di blasfemia appare per molti aspetti pretestuosa. Se mai dispiace assai di pi\u00f9 ai fanatici credenti lo spirito giocosamente laico con cui Rushdie si fa allegramente beffe delle convinzioni strampalate comuni a tante fedi, e soprattutto, non dev\u2019essere piaciuto al torvo Khomeini il crudele ritratto che di lui fa nel romanzo un Rushdie dalla lingua particolarmente puntuta e velenosa, dipingendolo come un mostro immane che, accovacciato trionfante nei giardini del palazzo dello Sci\u00e0, si appresta a divorare un popolo che si getta fidente nelle sue fauci.<br \/>\nNon mancano comunque, nemmeno in Occidente, i detrattori che decidono di scendere\u00a0nell&#8217;agone\u00a0contro Rushdie, spendendosi in difesa della pretesa sensibilit\u00e0 degli offesi credenti: il caso pi\u00f9 conosciuto e clamoroso tra gli scrittori sar\u00e0 quello di John Le Carr\u00e8, osannato autore della \u201cTalpa\u201d, che avr\u00e0 parole di fuoco sui Versi e il loro autore. Parole regolarmente smentite anni dopo, a cose finite, comunque sempre con colpevole ritardo. Mentre un posto di riguardo, nella canea urlante dei difensori dell\u2019ultima ora dell\u2019offeso profeta, se lo ritaglier\u00e0 il cantante Cat Stevens, convertitosi\u00a0all&#8217;Islam\u00a0e\u00a0all&#8217;imbecillit\u00e0\u00a0con il fervore di un neofita.<br \/>\nLa lotta di Rushdie \u00e8 comunque non solo contro gli anonimi terroristi che minacciano la sua vita. Minacce\u00a0tutt&#8217;altro\u00a0che campate in aria, per altro: in Italia il suo traduttore Ettore Capriolo sar\u00e0 gravemente ferito, meno fortunato quello giapponese, che verr\u00e0 ucciso in un agguato, mentre l\u2019editore norvegese dei Versi si prender\u00e0 parecchie pallottole nella schiena, riuscendo comunque miracolosamente a salvarsi. Rushdie, nelle sue diverse residenze segrete continuamente cambiate, deve fare i conti con la paura, vivere a stretto contatto di gomito con squadre di agenti armati fino ai denti e, nonostante tutto, riuscire a mandare avanti la sua vita privata e, possibilmente, riprendere a scrivere. Con l\u2019aiuto degli amici pi\u00f9 fedeli riesce in qualche modo a mantenere un minimo di relazioni sociali e, dopo un blocco di parecchi mesi, riuscir\u00e0 a rimettersi a scrivere per comporre un\u2019opera dedicata\u00a0all&#8217;amatissimo\u00a0figlio Zafar, \u201cHarun e il mare delle storie\u201d, che segner\u00e0 comunque il suo ritorno alle stampe, anche se con un racconto \u201cper bambini\u201d.<br \/>\nI lunghi anni della fatwa, come racconta in questo memoir, saranno cos\u00ec scanditi dalla lotta per recuperare lentamente un proprio spazio vitale, per avere il diritto a recarsi a ritirare i vari premi letterari che nel frattempo continua a ricevere, per partecipare alla presentazione dei suoi libri, per presenziare ai dibattiti che, in suo nome, tengono alta la fiaccola della lotta civile contro ogni forma di caccia alle streghe. Mentre gli ayatollah, proseguendo nel loro delirio, alzano la posta e promettono somme sempre pi\u00f9 cospicue ai suoi potenziali assassini, buona parte del mondo civile si mobilita perch\u00e9 la battaglia in corso non \u00e8 comunque di poco conto. In ballo c\u2019\u00e8 niente di meno che uno dei principi che in qualche modo danno un senso alla convivenza occidentale, quello della difesa della libert\u00e0 di opinione non vincolata a nessuna presunta sensibilit\u00e0 di credenti e non. Una battaglia certo non facile, visto che spesso gli argomenti degli avversari non si limitano alle chiacchiere, ma passano direttamente alle vie di fatto. Rushdie, non diversamente dal profeta del suo racconto, che per un attimo sembra cedere alle lusinghe degli idolatri inserendo i famosi versi satanici nel testo del Corano, cede anch\u2019egli alle suggestioni della mediazione e tenta un accordo impossibile con i suoi detrattori. Ne uscir\u00e0 umiliato e frustrato e deciso pi\u00f9 che mai a riprendere la propria battaglia senza pi\u00f9 alcun tentennamento: coi fanatici non c\u2019\u00e8 intesa possibile, ma solo resistenza senza cedimenti di sorta.<\/p>\n<div id=\"attachment_275\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/slaman-rushdie-and-padma-lakshmi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-275\" class=\"size-medium wp-image-275\" title=\"slaman-rushdie-and-padma-lakshmi\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/slaman-rushdie-and-padma-lakshmi-300x219.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/slaman-rushdie-and-padma-lakshmi-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/slaman-rushdie-and-padma-lakshmi.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-275\" class=\"wp-caption-text\">Rushdie con la quarta moglie Padma<\/p><\/div>\n<p>Alla fine, comunque, lo scrittore sembra vincere la sua battaglia. L\u2019edizione tascabile dei Versi vede finalmente la luce dopo un lunghissimo contenzioso con le case editrici, preoccupate delle possibili conseguenze per la loro sicurezza. Escono nuovi romanzi di un ritrovato Rushdie brillante scrittore, anche la sua vita privata riprende il suo normale e un po\u2019 caotico corso. Abbandonata la seconda moglie Marianne, che in qualche modo vedr\u00e0 il proprio equilibrio mentale progressivamente compromesso dalla vicenda, avr\u00e0 modo di costruirsi una nuova famiglia con la terza moglie Elizabeth, da cui avr\u00e0 il secondo figlio Milan, fino all\u2019ultimo matrimonio, il meno fortunato, con la bellezza\u00a0stratosferica\u00a0di Padma Lakshmi, che lo abbandoner\u00e0 infine per trasformarsi in una professionista della caccia ai vecchi miliardari. Insomma, nonostante tutto, Rushdie continua ad essere se stesso e con il passare degli anni\u00a0acquisisce\u00a0sempre pi\u00f9 la consapevolezza che la sua battaglia ha un significato che va ben al di l\u00e0 della semplice vicenda\u00a0personale\u00a0 Sar\u00e0 il nuovo millennio, con l\u2019attentato alle torri e gli assalti terroristici a Londra e Madrid, a mostrare come la condanna contro di lui non era semplicemente il frutto dell\u2019astio casuale di un ayatollah inacidito, ma profeticamente l\u2019inizio di un ben pi\u00f9 tragico e complesso percorso di guerra.<br \/>\nNon tutti l\u2019avevano a suo tempo capito: a Rushdie far\u00e0 male, in particolare , il bando imposto contro di lui dal suo stesso paese natale, l\u2019India, in cui per anni non potr\u00e0 pi\u00f9 mettere piede, e il fatto che molti scrittori indiani prendessero purtroppo la cosa sottogamba o, addirittura, gli si schierassero apertamente contro. Come se il\u00a0problema\u00a0non fosse stata l\u2019assurda condanna a morte pronunciata contro uno scrittore e il suo libro, ma il fatto che qualcuno si fosse permesso di scrivere attorno alle problematiche religiose senza mostrare il dovuto riguardo. La storia, ripetendosi come sempre letteralmente in farsa, ripercorrer\u00e0 con le famose vignette lo stesso identico percorso e, ancora una volta, rivendicher\u00e0 le sue vittime sacrificali e riprodurr\u00e0, purtroppo, lo stesso dibattito.<br \/>\nMa come difendersi dalla furia cieca del fanatismo, affamato di vendetta contro quanti osano mettere in discussione i suoi dogmi? Rushdie, dopo dieci anni di vita clandestina, quando pu\u00f2 finalmente, cessata la minaccia, tornare alla luce del sole, ha elaborato una propria visione delle cose in qualche modo rasserenante, una visione in cui la letteratura, per quanto spinta ai margini dalle grandi potenza che dominano sulla terra, non ha comunque nulla di marginale. \u201cLa letteratura \u2013 scrive nella pagine finali del suo libro \u2013 ambisce ad aprire l\u2019universo, ad aumentare, anche impercettibilmente, la somma totale di ci\u00f2 che gli esseri umani sono in grado di percepire, capire e, in ultima analisi, essere. La grande letteratura giunge ai confini di ci\u00f2 che \u00e8 noto ed esercita una pressione contro i limiti della lingua, della forma e delle possibilit\u00e0, cos\u00ec da rendere il mondo stesso un luogo pi\u00f9 ampio di quanto non fosse prima\u201d.<br \/>\nIn un tempo in cui purtroppo molti uomini ambiscono nuovamente a rinchiudersi in limiti e confini, laddove il diverso viene ancora additato come un pericolo e dove i dogmi rischiano di trasformarsi nelle mura di prigioni in cui si vorrebbe racchiudere ogni forma alternativa di intelligenza e creativit\u00e0, la battaglia di Rushdie resta ancora e pi\u00f9 che mai quella di tutti noi.<br \/>\na.pas.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019inquadratura iniziale \u00e8 una scena famosa: esterno della piccola scuola di Bodega Bay, si sentono in lontananza le voci dei bimbi che recitano una filastrocca, un corvo nero scende dal cielo e si posa sul castello di tubi al centro del cortile. 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