{"id":129,"date":"2011-06-26T12:11:55","date_gmt":"2011-06-26T12:11:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/?p=129"},"modified":"2017-02-27T23:45:44","modified_gmt":"2017-02-27T23:45:44","slug":"129","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/129\/","title":{"rendered":"Romain Gary \u2013 La notte sar\u00e0 calma e l\u2019alba \u00e8 una promessa"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/AVT_Romain-Gary_66442.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-147\" title=\"AVT_Romain-Gary_6644\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/AVT_Romain-Gary_66442-290x300.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/AVT_Romain-Gary_66442-290x300.jpg 290w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/AVT_Romain-Gary_66442.jpeg 580w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>\u201cIl realismo per un romanziere, consiste nel non farsi beccare\u201d. Nel senso di non farsi sorprendere con le mani nel sacco\u2026. E a lui, Romain Gary, la cosa pare riuscire benissimo. Siamo nel 1974, un anno per molti versi cruciale delle sue molteplici esistenze, e Gary confida queste parole nel corso di una lunga intervista rilasciata all\u2019amico Fran\u00e7ois Bondy, destinata ad essere pubblicata col titolo \u201cLa notte sar\u00e0 calma\u201d, che esce ora anche in Italia grazie all\u2019editore Neri Pozza, a cui si deve l\u2019iniziativa meritoria di aver stampato e ristampato molte delle sue opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><!--:--><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gary ha sessant\u2019anni e la critrica ufficiale lo giudica ormai un autore arrivato al capolinea, inevitabilmente fuori moda visti i suoi trascorsi \u201cgollisti\u201d, che lo rendono quanto mai politically incorrect nella Francia post sessantottina. L\u2019intervista arriva allora come una sorta di bilancio postumo a futura memoria, una ricapitolazione apparentemente esaustiva di una vita per molti aspetti esemplare, una sorta di fil rouge attraverso le molte facce di monsieur Kacev, in arte Gary, ad uso dei fans superstiti. Ma il 1974 \u00e8 anche l\u2019anno di esordio di un giovane autore del tutto sconosciuto, l\u2019anno in cui Emile Ajar pubblica \u201cGros-C\u00e2lin\u201d (\u201cMio caro pitone\u201d), straniante racconto sull\u2019alienazione urbana che spiazza critici e lettori. \u00a0Qualcuno indica Ajar tra le migliori promesse della giovane neoletteratura francese e quando esce, l\u2019anno dopo, \u201cLa vita danti a s\u00e9\u201d,\u00a0 il premio Goncourt \u00e8 suo. Gary, insomma, non si \u00e8 fatto beccare\u2026. non solo ha vinto il Goncourt due volte con nomi diversi, cosa espressamente vietata dallo statuto del Premio, ma pubblicher\u00e0 altri libri come Ajar e dovr\u00e0 morire, prima che i saccenti critici che l\u2019avevano dato per finito si accorgano, grazie a uno \u00a0scritto postumo, che Gary e quest\u2019ultimo erano in fondo la stessa persona.<\/p>\n<p>Persona\u2026.ma quale persona? Difficile dirlo visto che Gary sembra costruire se stesso con la stessa perizia con cui inventa le trame affascinanti dei suoi molti romanzi. \u201cL\u2019io, un gran comico, di una supponenza incredibile\u201d precisa nelle prime righe dell\u2019intervista a Bondy, ricordando come \u201cgari\u201d in russo significhi brucia, invitando da subito se stesso a dar fuoco a ogni pretesa di narcisismo. Sembrerebbe un auspicio implicito ad un\u2019estrema sincerit\u00e0, un mettersi volontariamente a nudo destinato a rivelare il volto nascosto. Ma \u00e8 solo un altro espediente, un modo efficace dello scrittore realista \u201cper non farsi beccare\u201d, appunto.<\/p>\n<div id=\"attachment_138\" style=\"width: 195px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/33.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-138\" class=\"size-medium wp-image-138\" title=\"3\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/33-185x300.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/33-185x300.jpg 185w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/33.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-138\" class=\"wp-caption-text\">Gary aviatore della Libera Francia<\/p><\/div>\n<p>Romain Gary nasce, ufficialmente, nel 1945 con la pubblicazione di \u201cEducazione europea\u201d giudicato, unanimamente, come il miglior romanzo postbellico sulla Resistenza. Ma Romain Kacev \u00e8 nato 31 anni prima, in Bielorussia: suo padre rester\u00e0 per sempre nell\u2019ombra dell\u2019anonimato, anche se lo stesso Romain alimenter\u00e0 a tratti la leggenda che fosse stato il grande divo russo del muto Ivan Mosjoukine, il Rodolfo Valentino dell\u2019aquila bicipite. La madre, invece, sar\u00e0 la sua autentica musa ispiratrice : ebrea russa e attrice teatrale di secondo piano, \u00e8 lei, almeno a leggere le pagine de \u201cLa promessa dell\u2019alba\u201d,\u00a0 a inventare il personaggio Gary, a volere per lui un futuro radioso di francese, letterato e diplomatico. Nell\u2019intervista lo scrittore ripercorre divertito i giorni interminabili trascorsi a Nizza a provare e riprovare l\u2019uso di diversi pseudonimi, fino a trovare quello giusto che l\u2019avrebbe reso famoso, sotto lo sguardo benevolo di una madre che sogna nel figlio la realizzazione definitiva dei tanti personaggi che avrebbe voluto amare sulle scene.<\/p>\n<p>Sono gli anni in cui, in letteratura, va affermandosi definitivamente lo scrittore-personaggio. L\u2019autore esce dalle brume di un\u2019esistenza meschina, totalmente votata alla fatica dello scrivere, e diventa a suo modo protagonista. In America brilla la stella virile di Hemingway, erede, dice acidamente Gary, del machismo predatorio di un Jack London. In Francia splende quella esotica e avventurosa di Malraux, o quella intellettuale e contradditoria di Sartre. Al lettore, pi\u00f9 del contenuto, sembra premere la dimensione del personaggio. E Gary costruisce con abilit\u00e0 il suo. E\u2019 stato un protagonista della Resistenza, aviatore in Inghilterra della Francia libera di De Gaulle, un autentico indomabile \u201ceroe francese\u201d come nei sogni pi\u00f9 gloriosi della madre. Ma ha scritto un libro, ambientato nella foresta polacca, che non ha nulla di retorico e trasuda dolente umanit\u00e0. Un racconto per niente \u201ceroico\u201d, ma totalmente votato all\u2019amore per la vita, senza manicheismi di \u201cbianco e nero\u201d, dove vittime e canefici non si confondono, ma neppure appaiono cos\u00ec inevitabilmente distanti gli uni dagli altri. Perch\u00e9, se il personaggio Gary \u00e8 costruito, e sapientemente, il richiamo al senso comune di appartenenza \u00e8 assolutamente autentico, come avr\u00e0 a testimoniare Tzvetan Todorov, che lo indica, insieme a Vasilji Grossman, tra i rari esempi di veritiera resistenza umana negli anni oscuri del Male trionfrante novecentesco.<\/p>\n<div id=\"attachment_150\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Romain-Gary-Sophia-Loren-and-Peter-Ustinov-11-25-64.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-150\" class=\"size-medium wp-image-150\" title=\"Romain Gary, Sophia Loren and Peter Ustinov 11-25-64\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Romain-Gary-Sophia-Loren-and-Peter-Ustinov-11-25-64-300x228.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Romain-Gary-Sophia-Loren-and-Peter-Ustinov-11-25-64-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Romain-Gary-Sophia-Loren-and-Peter-Ustinov-11-25-64.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-150\" class=\"wp-caption-text\">Con Sophia Loren e Peter Ustinov nel 1964<\/p><\/div>\n<p>A Gary piacciono le maschere, ma non ci si affeziona mai, possiede una carica di ironia troppo corrosiva per diventarne devoto, non a caso dedicher\u00e0 all\u2019eternamente cangiante Sganarello, il Leporello del Don Giovanni di Mozart, il suo saggio letterario pi\u00f9 importante, primo atto di una trilogia incentrata sul rovesciamento di tutti i valori a cui seguiranno \u201cLa danse de Gengis Cohn\u201d e \u201cLa T\u00e8te coupable\u201d, sicuramente due tra i suoi libri pi\u00f9 \u201cautentici\u201d e meno compresi. E, da buon picaro, si affretta a demolire il personaggio appena nato: i romanzi successivi all\u2019Educazione sono testi totalmente diversi, di una perversa comicit\u00e0 che spiazza critici e lettori, condannandolo all\u2019insuccesso. In \u201cTulipe\u201d, scritto immediatamente dopo L\u2019Educazione,\u00a0 la prospettiva \u00e8 completamente capovolta, nessuna esaltazione della grandezza dei vincitori, ma se mai un rovesciamento che impone di pregare per loro, affinch\u00e8 non abbiano a trasformarsi nei continuatori ideali delle perversioni dei vinti. Gary insomma, non ci sta a giocare la parte dell\u2019eroe senza macchia, l\u2019ironia corrode le facili certezze e insinua il dubbio laddove riappare l\u2019eterna tentazione a dividere il mondo in comode fazioni. Invece che ergersi a paladino dei giusti, Gary, come sempre, propende per la parte pi\u00f9 debole, qualunque sia lo schieramento in campo.<\/p>\n<p>Se nella vita reale Gary, forte dell\u2019amicizia con il Generale, ha iniziato una brillante carriera diplomatica, nella scrittura resta fedele alla mobile molteplicit\u00e0 delle sue diverse anime. Sar\u00e0 solo con \u201cLe radici del cielo\u201d che l\u2019identit\u00e0 sembra ricostruirsi, Kacev torna a indossare nuovamente la maschera del Gary di successo e vince il suo primo Goncourt. Ma Morel, il patetico difensore degli elefanti centroafricani, disarmante precursore di una sensibilit\u00e0 ecologica che, nel 1956, \u00e8 ben di l\u00e0 da venire, resta nonostante tutto un\u2019altra memorabile figura nel panteon di varia e profonda umanit\u00e0 che contraddistingue la sua scrittura migliore. Un perdente che proprio nell\u2019indifendibilit\u00e0 della sua causa riesce ad assurgere alla grandezza \u201cidiota\u201d di un moderno Don Chisciotte. E certe pagine su colonialismo e nazionalismo africano hanno la lucidit\u00e0 di acute analisi politiche, ben pi\u00f9 a fuoco di tanti deliri contemporanei prosperati nel clima infuocato della guerra di Algeria.<\/p>\n<div id=\"attachment_140\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/jean-seberg-et-romain-gary_galerie_photo_big2.jpe\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-140\" class=\"size-medium wp-image-140\" title=\"jean-seberg-et-romain-gary_galerie_photo_big\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/jean-seberg-et-romain-gary_galerie_photo_big2-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/jean-seberg-et-romain-gary_galerie_photo_big2-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/jean-seberg-et-romain-gary_galerie_photo_big2.jpe 439w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-140\" class=\"wp-caption-text\">Con Jean Seberg a Hollywood<\/p><\/div>\n<p>Nel frattempo Gary continua a vivere il suo romanzo verit\u00e0 nella realt\u00e0 di tutti i giorni: \u00e8 diventato aiuto console a Los Angeles e inizia una frequentazione assidua del mondo dello star system hollywoodiano. Memorabili, nell\u2019intervista a Bondy, le pagine dedicate al ricordo di John Ford o i ritratti di Groucho Marx e Marylin. Sposer\u00e0 in seconde nozze l\u2019attrice Jean Seberg e diventer\u00e0, a sua volta, un protagista patinato delle riviste di gossip. Scive a tutto campo, pubblica servizi per Life e Le Monde, lavora per il cinema, sue tra l\u2019altro alcune pagine del colossal \u201cIl giorno pi\u00f9 lungo\u201d, e tenter\u00e0 anche la strada della regia con due film, poco fortunati, che vedono la moglie protagonista, \u201cGli uccelli vanno a morire in Per\u00f9\u201d, eccentrica parabola sulla dicotomia frigidit\u00e0\/ninfomania, e \u201cKill\u201d realistica pellicola sul mondo della droga.<\/p>\n<p>Per tutti gli anni \u201960 e \u201970 Romain Gary continua a scrivere con feconda prolificit\u00e0: alla fine saranno una trentina i romanzi a suo nome. La sua \u00e8 una scrittura dall\u2019apparenza semplice, dalle trame spesso accattivanti, che diverte i lettori. Mai banale, il suo umanesimo reinventato sembra una delle poche risposte credibili al crollo delle ideologie che gi\u00e0 cominicia ad annunciarsi.\u00a0\u00a0 Ma nella Francia seguita agli scossoni del Maggio \u201968 Gary sembra una maschera precocemente invecchiata. I suoi trascorsi con De Gaulle lo condannano ad uno stereotipo apparentemente reazionario. La critica pare cieca di fronte al fatto che la sua scrittura continua, nonostante tutto, ad essere estremamente innovativa e creativa, e il giudizio sulla sua opera prescinde quasi sempre dai contenuti e si ferma ai limiti di un personaggio definitivamente fuori moda.<\/p>\n<p>Kacev, per altro, non si perde d\u2019animo. Dopo essere stato, di volta in volta prima Fosco Sinibaldi e poi Shatan Bogar, a cui si devono per altro alcuni schizzi illuminanti sui mali della diplomazia, ecco nascere Emile Ajar, un autore totalmente nuovo e diverso, di cui nemmeno il critico pi\u00f9 smaliziato sospetta la parentela con Gary.<\/p>\n<div id=\"attachment_152\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/la-vie-devant-soi2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-152\" class=\"size-medium wp-image-152\" title=\"la-vie-devant-soi\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/la-vie-devant-soi2-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/la-vie-devant-soi2-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/la-vie-devant-soi2.jpeg 618w\" sizes=\"auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-152\" class=\"wp-caption-text\">Simone Signoret una fantastica Madame Rosa<\/p><\/div>\n<p>Ajar scrive con uno stile fresco e innovativo, nato dalla strada e dalle esperienze quotidiane di una Francia che si affaccia curiosa sul nuovo millennio. In \u201cLa vita davanti a s\u00e9\u201d a parlare \u00e8 un quattordicenne franco marocchino che vive, in una Parigi gi\u00e0 multirazziale e globalizzata, in casa di un\u2019anziana prostituta ebrea che fa da balia ad una nidiata di figli di \u201ccolleghe\u201d, Madame Rosa, di cui Simon Signoret dar\u00e0 una tardiva e magistrale interpretazione nel film ricavatone da Mosh\u00e8 Mizrahi, Oscar per miglior film straniero del 1978. Razza, immigrazione, marginalit\u00e0, esclusione cessano di essere slogan e si fanno carne viva in un racconto che la lingua \u201cadolescenziale\u201d di Ajar sa riempire di un\u2019ironia esplosiva\u00a0 assolutamente contagiosa.<\/p>\n<p>E di nuovo, nel 1979, con \u201cL\u2019angoscia del re Salomone\u201d, Ajar colpisce nel segno con una storia straniante e ironicamente straziante su un singolare benefattore ebreo, il \u201cre del pr\u00eat \u00e0 porter\u201d, \u00a0che finanzia una surreale societ\u00e0 di mutuo soccorso umano. L\u2019umanesimo, ancora una volta, \u00e8 il tratto distintivo che fa capolino al di l\u00e0 di tutte le maschere. Un umanesimo mai retorico, sempre stemperato da una vena di micidiale ironia che allontana i rischi di pedanteria, ma che restituisce un senso di autentico amore per la vita. Per Gary la civilt\u00e0 \u00e8 femmina, &#8220;non c&#8217;\u00e8 mai stato un valore di civilt\u00e0 che non fosse un&#8217;idea di femminilit\u00e0&#8221; dice a Bondy, \u00a0e l\u2019amore di una madre \u00e8 il primo segno del suo affermarsi, mentre il machismo, il manicheismo muscoloso sono i segni della ributtante perversione dell\u2019uomo, il frutto avvelenato del culto assurdo dell\u2019io dominante. Non a caso alcune delle sue figure femminili resteranno, per sempre, tra le perle pi\u00f9 splendenti della letteratura francese del secolo scorso.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019estremo saluto dell\u2019anima pi\u00f9 ironica e divertita di Kacev. L\u2019anno dopo anche Gary si accomiata dal suo pubblico con \u201cGli Aquiloni\u201d, ultimo romanzo in cui per una volta ancora tornano magistralmente i temi della guerra, del ricordo e della resistenza umana al dominio alienante. Romain Gary si \u00e8 tolto la vita il 2 dicembre del 1980, annicchilito dalla prospettiva della decadenza fisica e mentale della vecchiaia. E, levandosi l\u2019ultima e definitiva maschera, l\u2019ha fatto con l\u2019immancabile ironia: ha comprato una vestaglia color vinaccia, onde il sangue del colpo di pistola non spiccasse troppo, e ha scritto un biglietto d\u2019addio pregando di non mettere il suo suicidio in relazione con quello dell\u2019ex moglie Jean Seberg, \u00a0avvenuto un anno prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl realismo per un romanziere, consiste nel non farsi beccare\u201d. 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