{"id":1,"date":"2010-08-02T10:08:44","date_gmt":"2010-08-02T10:08:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/?p=1"},"modified":"2017-02-27T23:34:20","modified_gmt":"2017-02-27T23:34:20","slug":"ciao-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/ciao-mondo\/","title":{"rendered":"Albert Cossery: L&#8217;Emiro bombarolo e il filosofo pigro"},"content":{"rendered":"<p>[:en]<a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/albertcossery.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-27\" title=\"albertcossery\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/albertcossery-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/albertcossery-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/albertcossery.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A Dofa, improbabile emirato di una ben pi\u00f9 concreta penisola araba, domina il paradosso: unica autentica ricchezza del regno \u00e8, di fatto, la sua assoluta indigenza. Emblema di questa condizione felice \u00e8 il traliccio di una torre di trivellazione, abbandonato ad arrugginirsi al sole rovente, \u00a0servendo da irresistibile richiamo per i giochi di una torma di bambini cenciosi e irridenti. Una ferrigna cicatrice lasciata al suolo da una torma di assetati speculatori, avvoltoi calati nell\u2019assolato e desertico principato alla affannosa ricerca di quell\u2019oro nero che ha fatto la \u201cfortuna\u201d di tanti paesi limitrofi. Una corsa finita nel nulla della sabbia ostile di un deserto che, a differenza di tanti altri, non nasconde nessuna sorpresa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Samantar, il protagonista di questo intrigante romanzo di Albert Cossery, \u201cAmbizone nel deserto\u201d, pubblicato in Italia dalle Edizioni Spartaco, assomiglia parecchio al suo autore. Indolente filosofo dei vicoli sovraffollati della citt\u00e0 vecchia, ha una perniciosa attrazione per la sensualit\u00e0 scatenata e suadente delle adolescenti, una predisposizone oziosa alle fantasticherie indotte dall\u2019haschish e un\u2019amore assoluto per il suo paese, la cui inguaribile miseria ne fa paradossalmente un\u2019isola felice, completamente esclusa dalle tentazioni della modernit\u00e0 che ha cos\u00ec profondamente sconvolto la vita della penisola grazie alla pioggia incessante dei petrodollari. Dofa non interessa a nessuno, non ha nulla da dire al mondo della finanza e in nessun modo pu\u00f2 attrarre gli sguardi cupidi della superpotenza che domina i giochi del mondo.<\/p>\n<p>In cambio di tanta \u201csfortuna\u201d, i sudditi del vecchio emiro, oberato dai debiti, vivono una vita totalmente dedita alla \u201cparesse\u201d, povera di orpelli ma ricca di relazioni, in cui l\u2019assenza di beni scoraggia ogni possibile aggressivit\u00e0, mentre amplifica a dismisura sentimenti \u201cobsoleti\u201d quali l\u2019amore, l\u2019amicizia e la solidariet\u00e0. Il tempo, a Dofa, scorre a rilento, scandito dai raggi arroventati di un sole impietoso, a cui offrono sicuro riparo l\u2019ombra dei caff\u00e8, la frescura dei cortili e la chioma delle palme in riva ad un mare di una purezza trascendente.<\/p>\n<p>Scritto nel 1984, ambientato come sempre nel favoloso oriente dei suoi ricordi, questo romanzo rivela quanta lucidit\u00e0 si nasconda nell\u2019apparente semplicit\u00e0 dello stile di Cossery. E pure quanta preveggenza, visto che uno dei protaginisti della vicenda, l\u2019orco pentito della\u00a0 favola, si chiama non a caso Bin Kadem, con riferimento nemmeno troppo oscuro a una cronaca ancora di l\u00e0 da venire. Sar\u00e0 costui a scatenare una improbabile sommossa rivoluzionaria, pilotata dall\u2019alto e volta a riportare Dofa nella modernit\u00e0, trasformandola nell\u2019innesco che dovrebbe accendere le polveri dell\u2019intera penisola araba.\u00a0 Il boato delle bombe scuote la pace dell\u2019emirato e strappa il buon Samantar dalle braccia della sua amata quindicenne, impegnandolo in una serrata ricerca di colpevoli e mandanti, nel disperato tentativo di impedire che il tranquillo emirato venga per sempre travolto nella spirale perversa della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Ritorna in questa mirabile storia la dicotomia insanabile gi\u00e0 protagonista di un altro notevole racconto di Cossery,\u00a0 \u201cLa violenza e il riso\u201d, laddove a scontrarsi sono due modalit\u00e0 contrapposte di reagire al sopruso. Cossery non si fa illusioni sul mondo, sa che \u00e8 dominato da impostori, che le lusinghe offerte nelle sue vetrine sono soltanto scintillanti inganni,\u00a0 miserabili consolazioni per lenire la sete di giustizia, aborre, come ha fatto coerentemente per tutta la vita, il fascino della \u201cvelocit\u00e0\u201d, della corsa incessante all\u2019accumulo, il cui unico antidoto sembra il perdersi lento nel girovagare senza meta dei suoi protagonisti. Ma sa anche, altrettanto bene, che la violenza, pur se inevitabilmente e dolorosamente sollecitata dalle ferite lancinanti dell\u2019ingiustiza, non \u00e8 la soluzione. Il prendersi troppo sul serio porta inevitabilmente a prendere troppo seriamente le imposture del potere. La lotta senza tregua \u00a0infonde pure qualche ferita mortale, ma di fatto finisce paradossalmente per rafforzare proprio quello che vorrebbe distruggere.<\/p>\n<p>Il rischio in agguato \u00e8 per\u00f2 l\u2019acquiescenza. C\u2019\u00e8 un personaggio, nel romanzo, che rapprenta bene questo dilemma, \u00e8 il cantante di strada Hicham, a cui Samantar \u00e8 profondamente devoto: sar\u00e0 lui a temere che la lotta dell\u2019 amico in difesa dell\u2019estraneit\u00e0 di Dofa al mondo equivalga all\u2019accetazione passiva di uno statu quo che condanna i poveri a un\u2019eterna miseria senza speranza. L\u2019indignazione lo porta a simpatizzare per la causa dei misteriosi ribelli, senza minimamenta accorgersi che anche questa rivolta rappresenta alla fine soltanto un\u2019ulteriore faccia dell\u2019impostura globale. Sar\u00e0 la fredda logica del protagonista a disvelare l\u2019arcano: nel mondo fittizio della politica il messaggio subliminare tende a invischiare tutti nelle sue false contrapposizioni, e anche i rivoltosi, nella loro furia impotente, finiscono per far parte del gioco universale e, inevitabilmente, a confermarlo. Unica via d\u2019uscita, allora, l\u2019ironia disincantata, la risata che vi seppellir\u00e0, il distacco imposto dall\u2019occhiata feroce che coglie il ridicolo anche nella ritualit\u00e0 pi\u00f9 paludata, il riso che \u00e8 la vera arma letale capace di impaurire il re nudo.<\/p>\n<p>Cossery, come il protagonista del romanzo, ama il mondo e gli uomini, ha dedicato la sua impareggiabile e pigra esistenza all\u2019osservazione partecipata dei suoi simili, sa essere aperto agli stimoli anche pi\u00f9 vaghi, gli basta un tavolo di caff\u00e8 per cogliere tutti i tesori che gli scorrono innanzi. Ma sa anche, magistralmente, sfuggire ogni subdola tentazione che invita ad invischiarsi nel mondo delle cose pi\u00f9 che in quello degli esseri. Questo dandy impeccabile, egiziano di origine, ma singolarmente proteso come un ponte surreale tra oriente e occidente, vissuto per quasi tutta la vita in una stanza dell\u2019hotel Louisiane a Parigi, amava vantarsi di poter racchiudere in una valigia tutti i suoi averi, pronto a partire al minimo cenno della fortuna. Etraneo al mondo degli orpelli per essere pi\u00f9 profondamente avvinto dalla sfera delle esistenze, \u00e8 un critico gentile ma a suo modo feroce delle depravazioni della contemporaneit\u00e0. I suoi libri hanno la leggiadria di un apologo, la serenit\u00e0 di una favola orientale, ma, a leggere tra le righe, la causticit\u00e0 bruciante di una parabola disincantata e suadente.[:it]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/albertcossery.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-27\" title=\"albertcossery\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/albertcossery-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/albertcossery-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/albertcossery.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong>A Dofa, improbabile emirato di una ben pi\u00f9 concreta penisola araba, domina il paradosso: unica autentica ricchezza del regno \u00e8, di fatto, la sua assoluta indigenza. Emblema di questa condizione felice \u00e8 il traliccio di una torre di trivellazione, abbandonato ad arrugginirsi al sole rovente, \u00a0servendo da irresistibile richiamo per i giochi di una torma di bambini cenciosi e irridenti. Una ferrigna cicatrice lasciata al suolo da una torma di assetati speculatori, avvoltoi calati nell\u2019assolato e desertico principato alla affannosa ricerca di quell\u2019oro nero che ha fatto la \u201cfortuna\u201d di tanti paesi limitrofi. Una corsa finita nel nulla della sabbia ostile di un deserto che, a differenza di tanti altri, non nasconde nessuna sorpresa.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Samantar, il protagonista di questo intrigante romanzo di Albert Cossery, \u201cAmbizone nel deserto\u201d, pubblicato in Italia dalle Edizioni Spartaco, assomiglia parecchio al suo autore. Indolente filosofo dei vicoli sovraffollati della citt\u00e0 vecchia, ha una perniciosa attrazione per la sensualit\u00e0 scatenata e suadente delle adolescenti, una predisposizone oziosa alle fantasticherie indotte dall\u2019haschish e un\u2019amore assoluto per il suo paese, la cui inguaribile miseria ne fa paradossalmente un\u2019isola felice, completamente esclusa dalle tentazioni della modernit\u00e0 che ha cos\u00ec profondamente sconvolto la vita della penisola grazie alla pioggia incessante dei petrodollari. Dofa non interessa a nessuno, non ha nulla da dire al mondo della finanza e in nessun modo pu\u00f2 attrarre gli sguardi cupidi della superpotenza che domina i giochi del mondo.<\/p>\n<p>In cambio di tanta \u201csfortuna\u201d, i sudditi del vecchio emiro, oberato dai debiti, vivono una vita totalmente dedita alla \u201cparesse\u201d, povera di orpelli ma ricca di relazioni, in cui l\u2019assenza di beni scoraggia ogni possibile aggressivit\u00e0, mentre amplifica a dismisura sentimenti \u201cobsoleti\u201d quali l\u2019amore, l\u2019amicizia e la solidariet\u00e0. Il tempo, a Dofa, scorre a rilento, scandito dai raggi arroventati di un sole impietoso, a cui offrono sicuro riparo l\u2019ombra dei caff\u00e8, la frescura dei cortili e la chioma delle palme in riva ad un mare di una purezza trascendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Ambizione-deserto-cover-sito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-121\" title=\"Ambizione deserto cover sito\" src=\"http:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Ambizione-deserto-cover-sito-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Ambizione-deserto-cover-sito-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.gebox.it\/breakingpoint\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Ambizione-deserto-cover-sito.jpg 369w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a>Scritto nel 1984, ambientato come sempre nel favoloso oriente dei suoi ricordi, questo romanzo rivela quanta lucidit\u00e0 si nasconda nell\u2019apparente semplicit\u00e0 dello stile di Cossery. E pure quanta preveggenza, visto che uno dei protaginisti della vicenda, l\u2019orco pentito della\u00a0 favola, si chiama non a caso Bin Kadem, con riferimento nemmeno troppo oscuro a una cronaca ancora di l\u00e0 da venire. Sar\u00e0 costui a scatenare una improbabile sommossa rivoluzionaria, pilotata dall\u2019alto e volta a riportare Dofa nella modernit\u00e0, trasformandola nell\u2019innesco che dovrebbe accendere le polveri dell\u2019intera penisola araba.\u00a0 Il boato delle bombe scuote la pace dell\u2019emirato e strappa il buon Samantar dalle braccia della sua amata quindicenne, impegnandolo in una serrata ricerca di colpevoli e mandanti, nel disperato tentativo di impedire che il tranquillo emirato venga per sempre travolto nella spirale perversa della modernit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritorna in questa mirabile storia la dicotomia insanabile gi\u00e0 protagonista di un altro notevole racconto di Cossery,\u00a0 \u201cLa violenza e il riso\u201d, laddove a scontrarsi sono due modalit\u00e0 contrapposte di reagire al sopruso. Cossery non si fa illusioni sul mondo, sa che \u00e8 dominato da impostori, che le lusinghe offerte nelle sue vetrine sono soltanto scintillanti inganni,\u00a0 miserabili consolazioni per lenire la sete di giustizia, aborre, come ha fatto coerentemente per tutta la vita, il fascino della \u201cvelocit\u00e0\u201d, della corsa incessante all\u2019accumulo, il cui unico antidoto sembra il perdersi lento nel girovagare senza meta dei suoi protagonisti. Ma sa anche, altrettanto bene, che la violenza, pur se inevitabilmente e dolorosamente sollecitata dalle ferite lancinanti dell\u2019ingiustiza, non \u00e8 la soluzione. Il prendersi troppo sul serio porta inevitabilmente a prendere troppo seriamente le imposture del potere. La lotta senza tregua \u00a0infonde pure qualche ferita mortale, ma di fatto finisce paradossalmente per rafforzare proprio quello che vorrebbe distruggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio in agguato \u00e8 per\u00f2 l\u2019acquiescenza. C\u2019\u00e8 un personaggio, nel romanzo, che rapprenta bene questo dilemma, \u00e8 il cantante di strada Hicham, a cui Samantar \u00e8 profondamente devoto: sar\u00e0 lui a temere che la lotta dell\u2019 amico in difesa dell\u2019estraneit\u00e0 di Dofa al mondo equivalga all\u2019accetazione passiva di uno statu quo che condanna i poveri a un\u2019eterna miseria senza speranza. L\u2019indignazione lo porta a simpatizzare per la causa dei misteriosi ribelli, senza minimamenta accorgersi che anche questa rivolta rappresenta alla fine soltanto un\u2019ulteriore faccia dell\u2019impostura globale. Sar\u00e0 la fredda logica del protagonista a disvelare l\u2019arcano: nel mondo fittizio della politica il messaggio subliminare tende a invischiare tutti nelle sue false contrapposizioni, e anche i rivoltosi, nella loro furia impotente, finiscono per far parte del gioco universale e, inevitabilmente, a confermarlo. Unica via d\u2019uscita, allora, l\u2019ironia disincantata, la risata che vi seppellir\u00e0, il distacco imposto dall\u2019occhiata feroce che coglie il ridicolo anche nella ritualit\u00e0 pi\u00f9 paludata, il riso che \u00e8 la vera arma letale capace di impaurire il re nudo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cossery, come il protagonista del romanzo, ama il mondo e gli uomini, ha dedicato la sua impareggiabile e pigra esistenza all\u2019osservazione partecipata dei suoi simili, sa essere aperto agli stimoli anche pi\u00f9 vaghi, gli basta un tavolo di caff\u00e8 per cogliere tutti i tesori che gli scorrono innanzi. Ma sa anche, magistralmente, sfuggire ogni subdola tentazione che invita ad invischiarsi nel mondo delle cose pi\u00f9 che in quello degli esseri. Questo dandy impeccabile, egiziano di origine, ma singolarmente proteso come un ponte surreale tra oriente e occidente, vissuto per quasi tutta la vita in una stanza dell\u2019hotel Louisiane a Parigi, amava vantarsi di poter racchiudere in una valigia tutti i suoi averi, pronto a partire al minimo cenno della fortuna. Estraneo al mondo degli orpelli per essere pi\u00f9 profondamente avvinto dalla sfera delle esistenze, \u00e8 un critico gentile ma a suo modo feroce delle depravazioni della contemporaneit\u00e0. I suoi libri hanno la leggiadria di un apologo, la serenit\u00e0 di una favola orientale, ma, a leggere tra le righe, la causticit\u00e0 bruciante di una parabola disincantata e suadente.<\/p>\n<p>[:]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:en]A Dofa, improbabile emirato di una ben pi\u00f9 concreta penisola araba, domina il paradosso: unica autentica ricchezza del regno \u00e8, di fatto, la sua assoluta indigenza. 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